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Il ritmo folle di scioglimento della Groenlandia Fonte foto: Ansa
SCIENZA

La Groenlandia si sta sciogliendo a una velocità folle

La Groenlandia è in pericolo: le attuali condizioni climatiche hanno accelerato quasi all'impazzata il ritmo di scioglimento dei ghiacci

Terra verde: significa letteralmente questo, in danese, il termine Groenlandia ed il colore è quello giusto per l’atteggiamento che bisogna avere in questo preciso periodo storico. Il verde è infatti il colore della speranza, la stessa che non si può non avere per allontanare il pensiero di uno scioglimento quasi totale dell’isola scandinava. Si sa da tempo che il ghiaccio presente in questa parte del pianeta si sta riducendo giorno dopo giorno e gli ultimi aggiornamenti in tal senso non sono affatto incoraggianti. Secondo quanto accertato da uno studio dell’Università di Cambridge, lo scioglimento starebbe avvenendo a un ritmo 100 volte superiore rispetto a quanto calcolato in precedenza. Che cosa sta succedendo in termini pratici?

L’ateneo britannico ha condotto una ricerca molto approfondita sulla Groenlandia che poi è stata pubblicata nei Proceedings of the National Academy of Sciences. Si tratta di una correzione in corsa, anche se il fatto che la velocità sia 100 volte più alta potrebbe far credere che i calcoli degli ultimi tempi siano stati sballati o fatti con sufficienza. In realtà non si è prestata la giusta attenzione nei confronti delle cosiddette acque superficiali di scioglimento. Sono proprio queste ultime a favorire la riduzione dei ghiacci della Groenlandia, visto che poi l’acqua tende a scendere in maniera molto rapida nelle profondità più basse.

I radar che hanno scandagliato il ghiaccio della Groenlandia

Di recente si è scoperto come questo scioglimento potrebbe addirittura coprire l’intero Stato americano della Florida, una prospettiva non proprio rosea. La ricerca dell’Università di Cambridge ha preso in esame la parte più occidentale della Groenlandia: gli studiosi hanno sfruttato un radar apposito per scandagliare i ghiacci più profondi mediante le onde radio, senza dimenticare l’importanza delle costanti misurazioni delle temperature. L’intero lavoro è durato circa 4 ore, con numeri che non lasciano spazio ad alcun dubbio. La velocità di fusione basale è mediamente pari a 14 millimetri giornalieri, anche se la scorsa estate ci sono stati picchi impressionanti.

Troppo caldo per la Groenlandia

Ad agosto, infatti, questo valore ha raggiunto i 57 millimetri, con una temperatura dell’acqua di poco inferiore al grado centigrado. Tutto questo si traduce in una differenza di 100 volte, a causa soprattutto delle condizioni atmosferiche decisamente calde. L’acqua, infatti, è in una fase di disgelo e riesce a trasformare l’energia gravitazionale in calore, il dettaglio che purtroppo fa la differenza in questo momento in Groenlandia. Lo scioglimento della calotta glaciale ha provocato persino la formazione di un fenomeno naturale da record, anche se in questo caso, come è facile intuire, c’è poco da esultare.

La crisi climatica della Groenlandia, infatti, sta favorendo la formazione della diga più grande del mondo. In poche parole, i liquidi si muovono in maniera massiccia e si scontrano con la parte di ghiacciaio che ancora resiste (seppur a fatica). Di conseguenza si forma energia sotto forma di calore, proprio come avviene nelle dighe di grandi dimensioni: tra l’altro il quantitativo energetico in questione sarebbe sufficiente per una discreta produzione idroelettrica. È impressionante sapere che con la sua area di fusione da un milione di chilometri quadrati, la calotta glaciale dell’isola scandinava è in grado di produrre più energia idroelettrica delle 10 principali centrali del nostro pianeta, una situazione che in pochi si sarebbero aspettati fino a non molti anni fa.

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