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Sacrifici umani e strane stringhe blu: la scoperta sui Maya Fonte foto: Wiley Online Library
SCIENZA

Un nuovo mistero avvolge i Maya: lo strano segno nella "Caverna del Terrore"

Ancora una volta le esoteriche abitudini dei Maya attirano l'attenzione di scienziati e ricercatori: nuove scoperte rivelano una strana prassi riservata alle vittime dei sacrifici umani

Diciamolo pure, senza girarci troppo intorno: la civiltà Maya è da sempre al centro dell’immaginario collettivo, per via dei grandi misteri che la circondano, delle ancestrali ed esoteriche abitudini e della sua scomparsa drammatica e a tratti misteriosa, se si considera il loro avanzato livello di cultura artistica, matematica e astronomica. Non stupisce, dunque, il fatto che ancora oggi gli scienziati siano impegnati in numerose ricerche su questa popolazione precolombiana. E l’ultima, dobbiamo ammetterlo, è davvero inquietante e oscura.

Sì, perché esiste un luogo specifico il cui nome spiega già l’essenza: la Midnight Terror Cave, [ovvero la Caverna del Terrore di Mezzanotte, ndr] che da diversi anni è al centro delle ricerche della comunità scientifica, impegnata a comprendere per quale ragione uomini e donne che avevano creato un sistema civile altamente raffinato per l’epoca fossero strettamente e fortemente vincolati ai sacrifici umani.

La Caverna del Terrore dei Maya e le ricerche degli scienziati

Facciamo dunque un passo indietro. La Caverna del Terrore dei Maya è un luogo che si trova a 19 chilometri a sud/ovest di Belmopan, in Belize. È stata scoperta in modo molto particolare: nel 2006 un trafugatore di reperti archeologici è caduto all’interno di questa cava, ferendosi gravemente. Durante le operazioni di soccorso l’uomo è apparso terrorizzato e ne aveva motivo, considerando che era circondato da decine di ossa umane, teschi e resti di vario genere e natura.

Il sito è stato dunque segnalato agli scienziati del Western Belize Regional Cave Project, che hanno avviato diversi studi dividendo l’area, molto più ampia di quanto apparisse all’inizio, in otto zone. Attualmente, la Caverna del Terrore ha restituito alla comunità scientifica oltre 10.000 resti umani, con segni evidenti di traumi pre-mortem, cosa che ne sottolinea la morte per cause non naturali, spesso violenta. Non c’è voluto molto per capire che si trattava di una sorta di "fossa comune" per le vittime dei sacrifici umani.

Le modalità di sacrificio dei Maya e le indagini scientifiche

Come abbiamo già accennato, il sacrificio umano era una prassi della cultura Maya. Grazie alle indagini nella Caverna del Terrore, i ricercatori sono arrivati a diverse conclusioni. In primis, i sacrifici erano molto comuni e frequenti soprattutto nel periodo preclassico, hanno subito un lieve arresto nelle ere successive e si sono nuovamente intensificati poco prima (e durante) il periodo di contatto con i Conquistadores.

I motivi sono semplici: il sangue umano era considerato una potente fonte di nutrimento per le divinità dei Maya, che a fronte del sacrificio potevano compiere diversi miracoli. Sempre secondo le indagini scientifiche, a essere sacrificati erano spesso prigionieri di guerra, ma i Maya avevano una serie di rituali che comprendevano anche vergini, bambini, uomini e donne che si offrivano spontaneamente, sacerdoti e molte altre categorie. Le modalità erano diverse, tutte più o meno cruente: decapitazione, rimozione del cuore, salasso, sventramento e persino decisi colpi di frecce e di asce.

Lo strano segno nella Caverna del Terrore e cosa ci rivela

Cos’hanno in comune tutti questi sacrifici, oltre (ovviamente) alla morte dei sacrificati? Dei lunghi e complessi rituali. Tutte le vittime venivano accuratamente preparate, lavate e, in alcuni casi, i loro corpi venivano dipinti o agghindati con specifici gioielli e/o tessuti. E proprio di un particolare tessuto ci parla l’ultimo ritrovamento di un team di scienziati e ricercatori della California State University di Los Angeles.

La squadra, impegnata all’interno della Caverna del Terrore, ha analizzato le bocche di alcune vittime, con particolare attenzione verso denti e mascella. L’idea iniziale era quella di comprendere, proprio tramite i denti, quale fosse lo stato di salute delle persone che avrebbero poi subito il sacrificio. Invece, la sorpresa: all’interno di alcune bocche sono state rinvenute fibre di cotone, delle vere e proprie stringhe ben attaccate ai denti.

Ciò che il team ha dedotto, dunque, è che la loro bocca venisse occlusa con un tessuto, per altro prezioso di colore blu. Proprio il colore è fondamentale, perché il blu era importantissimo nei rituali divini dei Maya. Sempre all’interno delle bocche sono stati trovati resti di erbe. Il tutto fa pensare, per quanto paradossale possa essere, a un gesto di pietà: le erbe servivano per anestetizzare la vittima in qualche modo e il tessuto per permettere loro di "stringere i denti" nei momenti più truci.

Tuttavia, ciò è ancora tutto da confermare: per quanto ne sappiamo e in base alle condizioni degli scheletri, le vittime potrebbero anche essere state costrette a ingerire il cotone o semplicemente imbavagliate. Un nuovo mistero, dunque, che richiederà nuovi studi per saperne di più.

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