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SCIENZA

Nuovi elementi rari si sono creati nello Spazio: c'è stata un'esplosione potentissima

Un'esplosione violenta ed incredibilmente luminosa, poi la nascita di nuovi elementi rari: gli astronomi hanno fatto una scoperta sensazionale.

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Lo Spazio continua a regalarci sorprese incredibili: gli astronomi sono riusciti ad osservare un’esplosione molto violenta, caratterizzata da una luminosità tra le più intense mai registrate. Si è trattato di una kilonova, un evento estremamente potente che potrebbe aver dato origine ad alcuni nuovi elementi rari – tra cui anche alcuni composti fondamentali per la vita. Ecco che cosa sappiamo.

Un’esplosione violenta nello Spazio

Un evento di questa portata non poteva certo passare inosservato: il 7 marzo 2023, nello Spazio si è verificata una potente esplosione, avvistata sia da James Webb che da numerosi altri telescopi (inclusi il Fermi Gamma-Ray Space Telescope, l’Osservatorio Neil Gehrels Swift e il Transiting Exoplanet Survey Satellite. Che cosa è successo? Ce lo rivela un nuovo studio pubblicato su Nature, che ha analizzato da vicino questo fenomeno. L’esplosione, la seconda più luminosa mai registrata in oltre 50 anni di osservazioni, è caratterizzata da lampi di raggi gamma, ovvero brevi emissioni di luce energetica.

Probabilmente, a causare l’esplosione (chiamata GRB 230307A) è stata la collisione tra due stelle di neutroni, corpi celesti incredibilmente densi che si formano dopo una supernova, che si sono fuse in una galassia, a circa un miliardo di anni luce di distanza da noi. L’intenso lampo di raggi gamma che i telescopi di tutto il mondo hanno registrato non è stata l’unica conseguenza di questo scontro gigantesco. La fusione ha dato vita ad una kilonova, un fenomeno che gli astronomi finora non sono mai riusciti a studiare in maniera approfondita.

“Ci sono solo una manciata di kilonove conosciute, e questa è la prima volta che siamo in grado di osservare le conseguenze di una di esse con il telescopio spaziale James Webb” – ha affermato Andrew Levan, professore di astrofisica presso la Radboud University (Paesi Bassi) nonché autore principale dello studio. In effetti, questi eventi si verificano raramente nello Spazio, e si caratterizzano per lampi di raggi gamma molto brevi, della durata di circa 2 secondi – quindi estremamente difficili da avvistare. Questa è dunque un’occasione imperdibile per capire qualcosa in più sulle kilonove e sulle loro conseguenze.

Le conseguenze della kilonova

Uno dei misteri più affascinanti dell’Universo consiste nella formazione di elementi rari, alcuni dei quali sono ancora sconosciuti all’uomo. Gli astronomi sono da tempo convinti che le fusioni di stelle di neutroni siano considerabili come delle vere e proprie fabbriche celesti per questi elementi, ma trovarne qualche prova si è rivelato estremamente complicato. James Webb, nell’osservare l’esplosione che si è verificata nello Spazio, ha rilevato la firma chimica del tellurio, un metalloide raro. Secondo gli esperti, altri elementi vicini al tellurio nella tavola periodica sarebbero stati rilasciati dalla kilonova. Tra questi anche lo iodio, necessario per gran parte della vita sulla Terra.

“A poco più di 150 anni da quando Dmitri Mendeleev scrisse la tavola periodica degli elementi, ora siamo finalmente in grado di iniziare a riempire quegli ultimi spazi vuoti nella comprensione di dove tutto è stato creato, grazie a Webb” – ha dichiarato il professor Levan. Il telescopio spaziale, uno degli strumenti più potenti e all’avanguardia per l’osservazione dell’Universo, potrebbe in futuro aiutarci a scoprire nuovi elementi, per fare luce sul modo in cui lo Spazio si è evoluto nel corso del tempo.

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