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SCIENZA

Presto questi si potranno mangiare, anche in Italia

I grilli domestici sono la nuova frontiera dell'alimentazione: l'UE ha approvato la commercializzazione di alcuni insetti come cibo destinato al consumo umano.

Mangiare bene è per gli italiani un fatto culturalmente molto importante: non a caso la nostra cucina è considerata una tra le migliori al mondo, e la dieta mediterranea (basata su molte specialità tipiche del nostro Paese) è d’ispirazione per la gran parte dei regimi alimentari più salutari. E se abbiamo sempre fatto della tradizione uno dei punti di forza della cucina italiana, negli ultimi anni in questo settore l’innovazione ha iniziato a fare da padrona. Ora arriva un’altra grande novità che potrebbe rivoluzionare completamente il nostro modo di mangiare. Tra gli insetti commestibili, è stato approvato il consumo del grillo domestico.

Grilli e altri insetti commestibili, la decisione dell’UE

Quello che portiamo in tavola ha un impatto notevole non solo sulla nostra salute, ma anche sull’ambiente. Continuare a mangiare ciò che usualmente consumiamo nel mondo occidentale potrebbe ben presto diventare non più sostenibile: la popolazione sulla Terra è in continuo aumento, ed è fondamentale trovare nuove fonti alimentari per sfamare tutti. Una possibile soluzione arriva da culture molto diverse dalla nostra, dove nel piatto vengono serviti anche alcuni particolari insetti. E così, nell’ambito di un progetto chiamato Farm to Fork e volto a un sistema alimentare più eco-friendly, la Commissione Europea ha autorizzato la commercializzazione di tre specie di insetti come cibo per gli esseri umani.

Il primo via libera, arrivato lo scorso anno, riguardava il Tenebrio molitor: si tratta della tarma della farina, un coleottero già ampiamente utilizzato nell’alimentazione animale. Pochi mesi dopo è toccato alla Locusta migratoria, oggi considerato un novel food (ovvero un alimento che non è mai stato consumato in maniera rilevante in Europa prima del 1997). A questi due insetti si è poi aggiunta anche l’Acheta domesticus, il grillo domestico: sarà disponibile in commercio sia nella versione in polvere che intero, congelato o essiccato. E se l’idea di mangiare insetti è stata accolta, in molti casi, con un po’ di riluttanza (quando non addirittura con polemica), ci sono diversi motivi per cui dovremmo pian piano abituarci ad un nuovo stile alimentare.

Mangiare insetti, i rischi e i benefici per l’ambiente

Decisamente lontano dalle nostre tradizioni alimentari, il consumo di insetti nella dieta degli esseri umani è stato approvato dall’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare). Gli esperti hanno infatti valutato il profilo nutrizionale di tarme della farina, locuste e grilli, assicurando che tali invertebrati sono ricchi di sostanze ottime per la salute, tra cui proteine, vitamine e sali minerali. Sul fronte dei rischi, invece, c’è da star tranquilli: se nutriti con mangimi autorizzati, non presentano alcun pericolo microbiologico per l’uomo. L’unica accortezza riguarda la possibilità, ancora non sufficientemente studiata, di reazioni in persone allergiche a crostacei, molluschi e acari, che dunque dovrebbero fare attenzione.

Dal punto di vista della sostenibilità, mangiare grilli e altri insetti è sicuramente un grande passo in avanti. Sono infatti un’ottima fonte di proteine ad elevato valore biologico, assimilabili alla carne e al pesce, ma hanno un impatto decisamente minore sull’ambiente. L’allevamento di insetti prevede un consumo di risorse (come la preziosissima acqua) molto minore rispetto a quello di animali come bovini, suini e pollame, ma anche una ridotta produzione di CO2, responsabile dell’inquinamento atmosferico (spesso addirittura in maniera più impattante dell’uso delle automobili).

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