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Privacy WhatsApp: ancora problemi in vista del 15 maggio

L'Autorità per la protezione dei dati personali della Germania vieta a Facebook di usare i dati provenienti da WhatsApp per tre mesi, sempre più probabile un intervento europeo.

Il 15 maggio, data in cui entrerà in vigore la nuova privacy policy di WhatsApp con evidenti ripercussioni per gli utenti che non la accetteranno, è ormai alle porte ma per l’app di chat più usata al mondo arriva un’altra batosta: l’Autorità per la protezione dei dati personali della Germania ha vietato a Facebook di usare i dati provenienti da WhatsApp.

La decisione è stata presa proprio per evitare le conseguenze dell’entrata in vigore della nuova politica sulla condivisione dei dati tra WhatsApp e Facebook, che secondo l’Autorità tedesca è una sorta di “black-box“, una scatola chiusa all’interno della quale non si sa cosa c’è. Si tratta di un giudizio molto simile a quello già dato dal Garante per la privacy italiano, che già a gennaio di quest’anno disse che la mossa di Facebook e WhatsApp è “poco chiara e intelligibile e deve essere valutata attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy“. Poco dopo, sempre a gennaio, anche l’India aveva criticato pesantemente la nuova privacy policy mentre a marzo si è espresso negativamente anche l’Autorità di regolazione dell’Informazione del Sud Africa. Mai, a memoria d’uomo, un aggiornamento della privacy policy di una app aveva destato tanto clamore e preoccupazione.

Privacy WhatsApp: cosa dice l’Autorità tedesca

La decisione di bloccare la condivisione dei dati tra Facebook e WhatsApp a livello nazionale in Germania segue al procedimento d’emergenza aperto dal regolatore nella città-stato di Amburgo il mese scorso, dopo che WhatsApp ha richiesto agli utenti di accettare nuovi termini o di interrompere l’utilizzo del servizio (con lo stesso messaggio che stiamo vedendo, in questi giorni, anche noi italiani).

Questo ordine mira a garantire i diritti e le libertà dei molti milioni di utenti che danno il loro consenso ai termini di utilizzo in tutta la Germania – ha spiegato Johannes Caspar, responsabile della protezione dei dati di Amburgo – Il mio obiettivo è prevenire gli svantaggi e i danni associati a tale procedura a scatola chiusa“.

Caspar ha usato i suoi poteri per congelare, per i prossimi tre mesi, il trasferimento dei dati degli utenti da WhatsApp a Facebook e, esattamente come ha già fatto il Garante privacy italiano a gennaio, ha chiesto l’intervento della European Data Protection Board (la super autorità europea che riunisce i Garanti della privacy dei Paesi membri dell’Unione).  Tale intervento, a questo punto, sembra più che probabile.

Privacy WhatsApp: la risposta di Facebook

Secondo Facebook l’opinione dell’Autorità per la protezione dei dati personali della Germania è sbagliata, perché si basa su un fondamentale fraintendimento dello scopo e degli effetti della nuova privacy policy.

Un portavoce di Facebook, inoltre, ha affermato che la decisione dell’Autorità tedesca non fermerà l’aggiornamento della privacy policy di WhatsApp: “Poiché ciò che dice l’Autorità di Amburgo è sbagliato, l’ordine non bloccherà il rilascio dell’update. Restiamo impegnati a offrire comunicazioni sicure e private a tutti“.

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