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Samsung Self-Repair arriva in Europa: riparazioni fai da te per tutti

Samsung ha annunciato l’arrivo in Europa del programma Samsung Self-Repair per aiutare gli utenti a riparare i propri dispositivi invece di acquistarne di nuovi

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riparazione smartphone Fonte foto: Olexandr - stock.adobe.com

Samsung ha annunciato ufficialmente l’arrivo del programma Samsung Self-Repair in Europa. Il servizio consente agli utenti in possesso di dispositivi compatibili coi termini del programma di effettuare le riparazioni dei propri device in totale autonomia, acquistando ricambi originali forniti direttamente da fornitori selezionati dall’azienda sudcoreana.

Dopo il lancio ufficiale avvenuto negli Stati Uniti e, più di recente, in Corea del Sud, Samsung Self-Repair arriva anche in Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Come funziona Samsung Self-Repair

Prima di parlare di Samsung Self-Repair bisogna specificare che non tutti i prodotti dell’azienda sudcoreana aderiscono al servizio. Tra gli smartphone per i quali sono disponibili i kit di riparazione troviamo:

  • Samsung Galaxy S20 FE
  • Samsung Galaxy S20
  • Samsung Galaxy S20+
  • Samsung Galaxy S20 Ultra 5G
  • Samsung Galaxy S21 FE
  • Samsung Galaxy S21
  • Samsung Galaxy S21+
  • Samsung Galaxy S21 Ultra 5G
  • Samsung Galaxy S22
  • Samsung Galaxy S22+
  • Samsung Galaxy S22 Ultra 5G

I computer Samsung per i quali sono disponibili i kit Samsung Self-Repair sono invece:

  • Samsung Galaxy Book Pro 15,6″
  • Samsung Galaxy Book Pro 360 15,6″

Accedendo all’apposita sezione del sito ufficiale di Samsung si avrà accesso a dei video tutorial che spiegano nel dettaglio come riparare un determinato dispositivo.

I consumatori italiani (ed Europei) che utilizzeranno il servizio Samsung Self-Repair si affideranno a due fornitori autorizzati da Samsung, che nei loro store digitali hanno già attivato la sezione relativa all’acquisto dei vari componenti e di tutti gli strumenti di lavoro da utilizzare per smontare lo smartphone o il PC senza correre rischi.

Le parti sostituibili sugli smartphone della serie Galaxy sono: lo schermo, la batteria, il vetro posteriore e la porta di ricarica. Invece per i computer prodotti da Samsung le parti sostituibili sono: la batteria, lo schermo LCD, il touchpad, il lettore di impronte digitali, la scocca posteriore e la scocca anteriore inclusa la tastiera.

Samsung e il Right to Repair

L’obiettivo del colosso sudcoreano è, anzitutto, quello di allungare il ciclo di vita dei dispositivi e al contempo aiutare gli utenti a risparmiare qualcosa riparando i propri prodotti in autonomia. Così facendo, oltretutto, Samsung si adegua anche alla nuova normativa nuropea sul diritto alla riparazione, che prevede che le aziende che operano nell’Unione Europa debbano garantire ai consumatori la possibilità di riparare i propri dispositivi (in caso di danni o malfunzionamenti) fino a 10 anni dalla prima commercializzazione del prodotto.

Sempre la normativa sul Right to Repair, poi, sancisce l’obbligo per tutte le aziende di rendere disponibili le parti di ricambio essenziali per i dispositivi per 7 o 10 anni dall’arrivo del prodotto sul mercato, in modo che i riparatori professionisti e i privati possano acquistarle e intervenire sul proprio dispositivo autonomamente.

Oltretutto questa legge ha anche l’obiettivo di contrastare la produzione di rifiuti elettronici (noti come Raee) che, al momento, rappresentano una buona fetta dei rifiuti non riciclabili prodotta dai consumatori Europei e non solo. Secondo le statistiche meno del 40% dei Raee viene riciclata correttamente, finendo quindi in discariche o dispersa nell’ambiente.

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