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Scambiate per false: ora queste monete potrebbero valere una fortuna

Alcune monete romane ritrovate nel '700 in Transilvania e ritenute dei falsi storici, sono ora state riesaminate e valutate come autentiche

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Nel corso degli anni i falsi storici sono stati praticamente all’ordine del giorno. Truffe di questo tipo hanno ingannato persino gli studiosi più esperti, ma esistono anche casi in cui qualche reperto bollato come non autentico si prende la sua “rivincita”. L’esempio emblematico è quello di alcune monete romane che sono finite al centro di un caso piuttosto intricato nel XVIII secolo.

Era il 1713 e l’acquisto di 8 monete risalenti appunto al periodo dell’antica Roma fu documentato con dovizia di particolari. Si trattava di oggetti preziosi ritrovati in Transilvania, la patria del conte Dracula, che a lungo si è ritenuto che fossero dei falsi clamorosi. Tra l’altro, si è sempre affermato che fossero persino delle riproduzioni di pessima qualità.

Chi è raffigurato nelle monete romane

Le stesse monete romane sono state ora esaminate per l’ennesima volta da alcuni ricercatori dell’Università di Glasgow e le conclusioni sono state sorprendenti. Secondo questi esperti, uno dei più celebri falsi storici di sempre potrebbe avere un fondo di verità. Come si è arrivati a questa nuova interpretazione? Nelle monete è raffigurato un misterioso condottiero, ben diverso da quello di altri pezzi che risalgono al III secolo prima della nascita di Cristo. L’uomo rappresentato non sarebbe altro che Sponsiano, un usurpatore che osò ribellarsi all’imperatore romano Filippo l’Arabo.

La nuova analisi sulle monete romane è stata pubblicata nella rivista specializzata “Plos One”. Grazie all’utilizzo di tecnologie moderne, si è capito come le microabrasioni profonde presenti in questi oggetti siano le stesse delle altre valute che erano in circolazione nel periodo storico di riferimento. La terra che si è depositata, inoltre, farebbe immaginare una sepoltura avvenuta in un periodo decisamente anteriore rispetto al 1713. Resta comunque il fatto che le monete ritrovate in Transilvania circa tre secoli rimangono un caso unico nel suo genere e il motivo è presto detto.

La contraffazione delle monete romane

Se le monete romane dovessero essere infatti dei falsi, allora rappresenterebbero un caso di studio molto interessante per quel che riguarda la contraffazione in ambito antiquario. Nell’ipotesi opposta, l’autenticità del reperto avrebbe una valenza incredibile, molto più alta di quello che si potrebbe immaginare. L’identificazione con Sponsiano rimane comunque incerta. Il personaggio raffigurato indossa una corona, proprio come quelle degli imperatori. La sua esistenza si basa tra l’altro esclusivamente sui presunti falsi che hanno portato a individuarlo come un rivoltoso morto nel 240 a.C. e che avrebbe organizzato una sommossa nella Pannonia. Secondo un’altra ricostruzione, invece, sarebbe stato un comandante militare autoproclamatosi imperatore dopo l’estromissione della Dacia dal resto dell’impero romano.

Nel corso degli anni gli esperti si sono basati su alcuni elementi specifici per associare il falso alle monete romane della Transilvania. I falsari dell’epoca, infatti, erano soliti invecchiare in maniera artificiale questi oggetti preziosi, sfruttando apposite abrasioni per far sembrare i manufatti ancora più antichi. Se si dovesse confermare la loro autenticità, allora si potrebbe parlare di un reperto prezioso utilizzato per pagare soldati e funzionari anziani, sia in versione aurea che argentea. Nei prossimi mesi verranno condotti nuovi accertamenti che potrebbero consentire di mettere la parola fine a una delle vicende più intricate della storia monetaria.

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