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SCIENZA

Lo scheletro di un monaco in catene è stato trovato a Gerusalemme: la scoperta

Hanno trovato uno scheletro che era stato incatenato con degli anelli di ferro e poi sepolto: i resti rinvenuti a Khirbat el-Masani, a circa quattro chilometri a nord-ovest di Gerusalemme, pare siano di un monaco

Un corpo in catene, scoperto dopo secoli, che nasconde grandi misteri: potrebbe essere la trama di un film ma, invece, è pura verità. Infatti, un team di archeologi al lavoro all’interno del sito di Khirbat el-Masani, in Cisgiordania, si è imbattuto in uno scheletro molto, molto particolare.

I resti, rinvenuti dove in precedenza sorgeva una chiesa triabsidata di epoca bizantina, avrebbero circa 1.500 anni e aprono degli interrogativi sulle abitudini non solo di sepoltura, ma in generale di vita, che dovevano svolgersi all’interno di un complesso estremamente articolato.

Il sito di Khirbat el-Masani e i suoi misteri

Dunque, andiamo per ordine. Prima di parlare dello scheletro, occorre precisare che Khirbat el-Masani è un sito archeologico di grande importanza, che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione di diversi storici. Nella fattispecie, ha fatto sì che molti studiosi cercassero di capire il suo ruolo in Cisgiordania. L’ipotesi più plausibile, secondo gli esperti dell’Israel Antiquities Authority, è che l’edificio sacro facesse parte di un monastero molto ampio, organizzato in modo rigoroso, e il fatto che si trovi vicinissimo a Gerusalemme sembrerebbe confermarlo.

Tuttavia, rimangono dei misteri: in base ai resti trovati a Khirbat el-Masani, la chiesa/il monastero dovevano essere un luogo di pellegrinaggio, perché all’interno del complesso sorgeva anche una locanda per i viaggiatori che arrivavano da molto lontano e, per di più, comprendeva anche una casa di riposo. Adesso, il ritrovamento dello scheletro in catene fa pensare a qualcosa di autogestito, con regole fortemente rigide.

Il ritrovamento dello scheletro in catene a Khirbat el-Masani

Ritrovare lo scheletro non è stato facile: ci sono voluti anni di ricerche. Infatti, l’intera struttura era stata scavata nella roccia e costruita con delle pietre e del calcare finemente lavorate. Per altro, i resti del corpo in catene sono stati una scoperta inattesa, dato che l’obiettivo del lavoro degli archeologi dell’Israel Antiquities Authority era quello di riportare alla luce quante più parti del complesso di Khirbat el-Masani.

Una volta rinvenuti questi resti, gli studiosi sono rimasti esterrefatti. Intanto, si trovavano sepolti in una piccola tomba a cista (un’antica sepoltura consistente in una scatola di pietra rozzamente messa insieme) vicino a due piccole celle chiuse, simili a delle nicchie, che dovevano più o meno trovarsi a ridosso dell’abside centrale della chiesa. Poi, attorno al collo, alle mani e ai piedi dello scheletro ci sono catene formate da una serie di anelli di ferro del peso di decine di chilogrammi. Infine, le sue vesti rivelano che si trattava di un monaco. Ma perché mai è stato sepolto in questo modo?

Lo scheletro in catene e il suo significato

Ciò di cui gli archeologi sono sicuri è che il monaco vivesse dentro la chiesa, in una condizione di totale isolamento. La posizione delle catene lascia intendere che avesse comunque una minima libertà di movimento, finalizzata probabilmente a farlo mangiare ed espletare i bisogni fisiologici. Per quanto riguarda i motivi per cui era stato incatenato, le soluzioni possono essere due: la prima è che avesse commesso un qualche tipo di crimine (forse ai danni di un pellegrino?), mentre la seconda è molto più verosimile.

Infatti, negli antichi monasteri di Gerusalemme, alcuni monaci decidevano di praticare l’ascetismo, isolandosi e allontanandosi da ogni tipo di stimolo e di piacere in cerca di redenzione dal peccato o semplicemente per andare alla ricerca della più profonda spiritualità. Alcune forme di ascetismo estremo includevano la pratica di incatenarsi, il dolore autoinflitto e la sofferenza volontaria. La presenza delle catene anche nella tomba sarebbe stata, in questo caso, una forma di rispetto nei confronti del monaco che aveva vissuto così la sua vita.  Qual è la verità? Probabilmente non lo sapremo mai.

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