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Scoperta la più grande fake news sul nostro cervello Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Scoperta la più grande fake news sul nostro cervello

Questa notizia falsa sul cervello è diventata conoscenza comune nella nostra quotidianità, ma moltissimi neuroscienziati negli anni sono riusciti a smentirla

Una fake news è una notizia falsa che viene spacciata per vera attraverso la sua ripetizione costante, tanto che entra nella nostra quotidianità, assume un suo senso e la diamo per scontata. Di solito viene accompagnata da spiegazioni scientifiche più o meno campate per aria, che sembrano vere ma che non reggono la prova di una analisi più approfondita. Un esempio: il fatto che usiamo solo il 10% del nostro cervello. Fake news.

Il 10% del nostro cervello

Su questo tema sono state fatte decine e decine di studi scientifici approfonditi. “Non c’è assolutamente spazio per nessun dubbio", ha detto a Discover Magazine Sandra Aamodt, neuroscienziata appassionata del tema: quella sul 10% del nostro cervello è una fake news. Molte risonanze magnetiche funzionali hanno dimostrato che tutte le parti del cervello sono attive mentre lui lavora. Non tutte nello stesso momento, ovviamente. Ma ogni parte del cervello ha un compito da svolgere.

E i neuroscienziati possono dire più o meno cosa fanno le varie parti – e sanno farlo dall’epoca della Seconda Guerra Mondiale, quando dal fronte tornavano molte persone con lesioni cerebrali più o meno serie, che andavano studiate e curate. “Studiare i veterani e sottoporli a test per vedere cosa potevano o non potevano fare a seconda di dove il loro cervello era danneggiato è stato uno dei primi tipi di studi fatti per capire cosa fanno le diverse parti del cervello" ha spiegato Aamodt.

Un metodo per approfondire queste conoscenze è stato l’uso di stimoli elettrici mentre operavano i pazienti che soffrivano di epilessia. Prima di incidere il cervello, i chirurghi dovevano assicurarsi di non danneggiarne accidentalmente una parte necessaria per qualche funzione importante, ad esempio il linguaggio. Stimolavano le aree intorno al punto in cui intendevano tagliare e chiedevano al paziente cosa fosse appena successo. Qualcuno rideva e qualcuno ricordava cose molto specifiche, ma nessuno diceva “non mi è successo nulla".

Quindi, anche se questo organo così importante ha ancora i suoi misteri, sappiamo per certo che tutto il cervello, non solo il 10%, è al lavoro. Sappiamo anche che è molto plastico, e autonomo quando si tratta di trovare nuovi percorsi o di aggirare un danno. Rimangono alcuni misteri, per esempio su come si forma e che cos’è la coscienza – però per esempio ora sappiamo cosa succede al cervello quando si muore.

La genesi di questa fake news

È difficile risalire alle origini di questa notizia falsa, che negli anni si è cementificata nel senso comune come poche altre. La maggior parte degli autori scientifici pensa che il mito possa essere ricondotto a un popolare libro di auto-aiuto del 1936, scritto dall’insegnante di oratoria Dale Carnegie: “How to Win Friends and Influence People". Carnegie ha probabilmente approfondito un concetto già esistente e molto simile, proposto dallo psicologo americano William James nel 1907: era però molto vago, e non citava nello specifico quel 10%. Diceva solo che il cervello aveva potenzialità nascoste.

Comunque questa menzogna sia iniziata, si è diffusa ovunque e rapidamente. Un sondaggio di una decina di anni fa ha rilevato che la metà dei brasiliani crede che si usi solo il 10% del proprio cervello. Un’idea come questa è oro puro per i guru dell’auto-miglioramento. I social network e internet oggi purtroppo contribuiscono anche alla diffusione delle fake news, ma ci sono anche nuovi strumenti per contrastarle.

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