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SCIENZA

Scoperta record: individuati 1.000 insediamenti Maya sconosciuti

Nella parte settentrionale del Guatemala sono stati scoperti degli importantissimi reperti ricollegabili al periodo preclassico dei Maya

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Della civiltà Maya si sa ancora troppo poco, ma forse l’ultima scoperta avvenuta in Guatemala potrebbe fornire uno spunto decisivo in tal senso. Nella parte settentrionale del paese centroamericano, infatti, sono stati scoperti circa mille insediamenti ricollegabili alla celebre popolazione vissuta a partire da duemila anni prima della nascita di Cristo.

Si sta parlando di 964 reperti che erano rimasti fino ad oggi nascosti al di sotto della boscaglia, per la precisione nei pressi del bacino carsico noto come Mirador-Calakmul. La scoperta è stata resa possibile da una tecnica di rilevamento apposita che ha fatto la differenza, il Lidar (acronimo che sta a identificare il Light Detection and Ranging).

Che cosa si sa degli abitanti Maya

Volendo essere ancora più precisi, gli insediamenti Maya riaffiorati dopo tantissimo tempo sono soprattutto centri cerimoniali, strutture per praticare gli “sport” dell’epoca, ma anche strade e bacini idrici. Gli esperti hanno collocato il tutto nel cosiddetto periodo pre-classico di questa civiltà, vale a dire quello compreso tra il 1.000 a.C. e il 150 dopo Cristo. La ricostruzione fatta dagli archeologi lascia a bocca aperta. Sembra che in questa zona del Guatemala vivessero abitanti Maya capaci di far fiorire una società molto sofisticata dal punto di vista economico e amministrativo. Chi ha scoperto questo autentico tesoro finora sfuggito a tutti?

Il merito si deve a un gruppo di archeologi guidato dall’Idaho State University che ha focalizzato la propria attenzione sull’antica Mesoamerica. Tra il 2015 e il 2018 gli scavi e le analisi hanno riguardato circa l’86% degli oltre 4mila chilometri quadrati presenti nell’area. I ricercatori hanno cavalcato l’onda delle campagne fortunate condotte in Belize e in Cambogia, sfruttando per l’appunto le stesse tecniche di rilevamento. Dei 964 insediamenti Maya di nuova scoperta, ben 645 sono ancora senza nome, un compito non semplice per gli esperti che si stanno occupando del sito guatemalteco.

L’antica piramide Maya

In effetti, è necessario prima di tutto comprendere quali siano i collegamenti tra un insediamento e l’altro, inoltre serve anche ricostruire quelli che un tempo erano paesi, villaggi e città vere e proprie. Alcune scoperte, tra l’altro, erano state considerate in precedenza “indipendenti”, mentre grazie alla tecnica Lidar sono state individuate delle interconnessioni importanti. Uno dei momenti più emozionanti della scoperta Maya in Guatemala è stata senza dubbio l’esplorazione dei resti di una vicina antica piramide. Di che cosa si sta parlando nello specifico? La struttura è nota come piramide di Danta, la più alta in assoluto di tutto il continente americano.

In questo caso si è calcolato che sarebbero serviti 158 lavoratori disposti a faticare per diversi anni di fila e in grado di estrarre gli oltre 205mila blocchi di calcare che compongono appunto la piramide. La costruzione di questo “colosso” avrebbe richiesto dai 6 ai 10 milioni di giorni, ma non esistono calcoli ufficiali in tal senso. L’obiettivo del team di archeologi è ora quello di continuare a studiare i resti della civiltà Maya per avere un quadro ancora più chiaro dal punto di vista religioso, agricolo e non solo degli antichi abitanti di questa zona.

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