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SCIENZA

Queste formiche hanno adottato un comportamento insolito pur di sopravvivere

Mai dare nulla per scontato: anche gli insetti il cui agire è ritenuto fra i più prevedibili al mondo possono cambiare comportamento. Una specie di formiche in particolare, per esempio, ha iniziato ad agire in modo molto strano

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Quante volte, ironizzando su compiti ingrati o incontri sgraditi, abbiamo risposto che piuttosto che affrontarli preferiremmo fingerci morti? Naturalmente c’è un abisso fra il dirlo o il farlo davvero. O, almeno, questo abisso c’è per la nostra specie, dato che a quanto pare alcuni tipi di formiche hanno eletto la simulazione della morte a metodo conclamato per riuscire a evitare i loro predatori.

Sì, proprio così: gli operosissimi insetti, noti per il loro fare meccanico e industrioso e per la loro società altamente organizzata, hanno dimostrato che in alcune specifiche situazioni è meglio paralizzarsi, rimanere assolutamente immobili e lasciare che il peggio passi da solo. E tutto ciò sta a dir poco ossessionando un gruppo di studiosi.

La strana scoperta in Australia

Il gruppo di studiosi in questione è quello formato dagli scienziati dell’University of South Australia, che si trovavano al lavoro in quel di Kangaroo Island. Come spesso accade in questi casi, i ricercatori si sono trovati per puro caso di fronte alla strana scoperta: stavano, infatti, analizzando delle tane di opossum e dei nidi di pipistrello, quando si sono imbattuti in una serie di esemplari di formiche di una specie precisa, la Polyrhachis Femorata.

Fin qui niente di strano: pipistrelli e opossum si nutrono di formiche, dunque la loro presenza nei nidi e nelle tane degli animali succitati era quasi prevedibile. A notare che qualcosa non andava è stata la dottoressa Sophia Petit, ecologista ed entomologa, che nel prelevare campioni di formiche ritenute morte, ha notato prima dei piccoli spasmi e poi dei movimenti veri e propri, finché gli esemplari hanno cercato di darsi alla fuga.

L’analisi e l’anomalia delle formiche

La professoressa Petit ha così insistito per analizzare due colonie di questa specie e ha rilevato che sì, quando gli esemplari si sentono in pericolo simulano la loro morte, attuando quella che in gergo viene chiamata “immobilità difensiva“.  Per lei e per il team dell’University of South Australia, l’intera situazione non solo appare insolita e strana, ma sembra anche essere unica nel suo genere.

«Portando avanti le analisi e le comparazioni – ha detto la professoressa Petit – abbiamo scoperto che questo tipo di comportamento è noto solo tra poche specie di formiche e in generale viene adottato esclusivamente da caste specifiche e/o da singoli esemplari, ma non è mai un comportamento che interessa l’intera colonia. Nel caso della Polyrhachis Femorata, invece, assistiamo a un metodo appreso, reiterato, che può essere considerato un’anomalia per questa specie di insetti».

Secondo la professoressa Petit, questo comportamento sembra per altro andare contro quelle che sono le caratteristiche base del comportamento delle formiche, generalmente estremamente combattive, protettive e coraggiose, ed è un’opportunità per studiare come l’immobilità difensiva stia diventando un’arma anche per le specie apparentemente più “bellicose”.

Adattamento ed evoluzione

Se è vero che a scatenare questo comportamento è la presenza di un predatore, secondo gli scienziati dell’University of South Australia è stato anche il contesto in cui le formiche si sono mosse, adattate ed evolute a far sì che la simulazione della morte diventasse una prassi. Sulla Kangaroo Island, negli ultimi anni, sono divampati diversi incendi devastanti che avrebbero portato anche diverse specie non prettamente insettivore a devastare i formicai in cerca di cibo.

Questo continuo sterminio deve aver portato le Polyrhachis Femorata a tentare di trovare una soluzione e l’immobilità difensiva deve essere stata quella più efficace. Per essere sicuri di tutto ciò, però, occorrerà fare altri studi: attualmente, gli studiosi stanno tenendo sotto controllo ben 130 colonie nel loro ambiente naturale, alla ricerca di conferme.

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