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L'Ucraina era solo un test? Elon Musk lancia Starshield

La nuova rete Starshield è simile a quella di Starlink, ma è più sicura ed è riservata a clienti del Governo e ai militari

Del senno di poi son piene le fosse, dice il detto, ma oggi è impossibile non guardare al recente passato e mettere insieme i pezzi con una generosissima dose di tale senno: SpaceX, l’azienda di Elon Musk che ha lanciato nello spazio migliaia di satelliti per creare la connessione a Internet Starlink, ha appena ufficializzato il "lato B" del progetto, che si chiama Starshield. Starshield è una sorta di Starlink riservato ai clienti governativi per "aiutare la sicurezza nazionale".

Che cos’è Starshield

Come comunica la stessa SpaceX, sul suo sito, Starshield è una "rete protetta di satelliti a disposizione delle entità governative". Starshield usa la tecnologia di Starlink e le strutture di lancio di SpaceX per "supportare gli sforzi di sicurezza nazionale".

Ma mentre Starlink ha una natura prettamente commerciale, Starshield è stata ideata specificatamente per usi istituzionali, con tre focus iniziali: osservazione della terra dall’alto, comunicazioni criptate e trasporto nello spazio di attrezzature di terzi.

SpaceX precisa anche che Starlink usa già una crittografia end-to-end molto robusta, ma Starshield usa tecnologie aggiuntive per proteggere i dati veicolati dai satelliti, al fine di aderire ai più alti standard di sicurezza governativi.

Nonostante le somiglianze, Starlink e Starshield sono due sistemi separati, due reti parallele che non comunicano tra di loro. Ciò al fine di aumentare la sicurezza dei dati che passano da Starshield. Tuttavia, tramite sistemi di comunicazione laser la rete Starshield potrà collegarsi a satelliti di enti o aziende partner.

La lezione ucraina

Dicevamo del senno di poi: è evidente, anzi è detto in modo abbastanza esplicito, che Starshield sarà usato per le comunicazioni militari e la gestione di armi controllate da remoto, esattamente come Starlink (o forse era già Starshield e non lo sapevamo) è stata utilizzata in Ucraina per aiutare i militari a fronteggiare gli attacchi dei russi.

Sempre col senno di poi, inoltre, vengono un po’ i brividi a rileggere i tweet e le dichiarazioni di Elon Musk che, a metà ottobre, aveva minacciato di interrompere il servizio di connessione (fino a quel momento erogato in forma gratuita) sul territorio ucraino. Musk, all’epoca, chiese che i Governi della coalizione anti Russia pagassero il servizio.

Chi userà Starshield

Questa è la domanda chiave di tutta la questione Starshield, ma non c’è una risposta. Sul sito di SpaceX si parla di "supporto alla sicurezza nazionale", di "entità governative" e di sicurezza di livello militare.

Quel che non viene detto, invece, è se il servizio sarà aperto a chiunque abbia i soldi per pagarlo, o sarà riservato agli Stati Uniti, o agli USA e ad alcuni partner selezionati.

Sempre nel sito, però, si vede una bandiera americana con un razzo di SpaceX sullo sfondo e un testo che recita: "Partnership collaudate: il lavoro in corso di SpaceX con il Dipartimento della Difesa [USA, ndr] e altri partner dimostra la nostra capacità di fornire potenzialità a terra e nello spazio su larga scala". Già, ma fornire a chi?

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