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Streaming: le differenze tra SVOD, TVOD, AVOD e PVOD

Non tutti i servizi di TV in streaming sono uguali: ecco le differenze tra SVOD, TVOD, AVOD e PVOD

Il settore della TV in streaming è oramai sempre più un riferimento dell’intrattenimento e ha affiancato (e per molti utenti sostituito) la TV tradizionale. I servizi di streaming non sono tutti uguali, però. In base alle modalità di erogazione dei contenuti, infatti, è possibile suddividere le varie piattaforme in quattro categorie: SVOD, TVOD, AVOD e PVOD.

Ogni categoria ha caratteristiche ben precise. Un determinato servizio di streaming, inoltre, può rientrare in due o più categorie, sulla base del sistema utilizzato per la distribuzione dei contenuti e con l’obiettivo di offrire agli utenti diverse modalità per l’accesso. Questo sistema di categorie è, quindi, molto flessibile e permette di identificare il sistema di funzionamento di una piattaforma.

SVOD

Partiamo dai servizi SVOD, acronimo di Subscription Video on Demand. Questi servizi prevedono l’accesso a un catalogo di contenuti on demand e, quindi, sempre disponibili per la visione. Per l’accesso a questi servizi è previsto il pagamento di un canone (subscription, in inglese). Rientrano tra i servizi SVOD quasi tutte le principali piattaforme del settore, da Netflix a Prime Video passando per Disney+.

Una sottocategoria dei servizi SVOD è rappresentata dalle piattaforme di streaming specializzate in eventi in diretta (eventualmente da riguardare on demand) accessibili a fronte del pagamento di un canone mensile. Tra queste tipologie di servizi c’è DAZN e il suo catalogo di eventi sportivi live che possono essere seguiti con il pagamento di un canone, mensile oppure annuale.

TVOD

C’è poi la categoria dei servizi TVOD ovvero Transactional Video on Demand. In questo caso, si tratta di servizi per l’accesso ai contenuti in streaming in modalità pay per view. Queste piattaforme consentono l’acquisto o il noleggio di  singoli contenuti da guardare in streaming. iTunes e Google Play sono solo alcuni esempi di servizi TVOD. Da notare che anche Prime Video, già citato tra i servizi SVOD, rientra in questa categoria con il suo store.

AVOD

La terza categoria dei servizi per la TV in streaming è la AVOD, acronimo di Advertising Video on Demand. In questo caso, si tratta di servizi ad accesso gratuito che includono inserzioni pubblicitarie, prima o durante la riproduzione dei contenuti che possono essere sia on demand che live. Un esempio classico di servizio AVOD è YouTube (disponibile però in versione Premium, a pagamento e senza pubblicità). Anche RaiPlay è un esempio di servizio AVOD.

PVOD

Quarta e ultima categoria di servizi per la TV in streaming è la PVOD ovvero Premium Video on Demand. Si tratta di piattaforme specializzate nella distribuzione di contenuti selezionati (non disponibili su altre piattaforme o in TV)  accessibili in pay per view. Tra questi contenuti è possibile citare eventi di particolare rilevanza, disponibili solo come PPV, oppure la visione di film in streaming in anteprima o in contemporanea all’uscita nelle sale (un sistema adottato da Disney+ durante la pandemia).