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SCIENZA

Lo studio di 300 resti di scheletri fa luce su una storia terribile avvenuta 5.000 anni fa

All'interno di una fossa comune si nascondevano oltre 300 scheletri di uomini, donne e bambini: la storia che rivela la loro analisi è molto più cruenta e sanguinosa di quanto si fosse ipotizzato in precedenza

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300 scheletri rivelano una storia cruenta Fonte foto: 123rf

Che l’essere umano sia naturalmente portato alla guerra e alla distruzione è qualcosa che, purtroppo, sa bene soprattutto chi è impegnato nello studio della storia e dell’archeologia. Ciononostante, quando gli studiosi portano alla luce storie particolarmente dolorose e violente resta sempre un filo di stupore, come nel caso dei 300 scheletri ritrovati all’interno di un’enorme fossa comune in quel della Spagna.

La fossa comune in questione è stata in realtà rinvenuta nel 1991, ma ai tempi la condizione delle ossa era talmente delicata da non permettere uno studio accurato. Ci sono voluti più di trent’anni per fare un’analisi precisa e per scoprire che la prima ipotesi, che attribuiva tutti i resti umani a una “semplice” battaglia, era molto lontana dalla realtà.

La fossa comune e i 300 scheletri di Laguardia

Come abbiamo già accennato, la fossa comune è stata scoperta nel 1991 nel sito funerario di San Juan ante Portam Latinam, che si trova nella città di Laguardia nel nord della Spagna. Questo tipo di sepoltura collettiva non era considerato insolito, anzi: è stato subito ritenuto perfettamente compatibile con il periodo del tardo Neolitico, cui appartengono i resti. Tuttavia, a essere inusuale era la sistemazione degli scheletri: molti erano intrecciati, stretti insieme in modo estremamente caotico.

Proprio questa particolarissima (e inquietante) stretta ha reso impossibile un esame osteologico dettagliato. Negli anni Novanta, infatti, gli scienziati sono solo stati in grado di attestare che all’interno della fossa si trovavano un minimo di 338 individui, di cui almeno 201 non adulti e 137 adulti, con una netta predominanza di maschi. A tornare sulla drammatica scena per saperne di più sono stati, nel 2022, gli archeologi, gli storici e gli antropologi dell’Università di Valladolid.

Il nuovo esame e la prima ipotesi

La squadra dell’università spagnola è stata attivamente supportata anche dagli studiosi dell’Aix-Marseille Université e di Oxford. Insieme, gli esperti hanno condotto un riesame osteologico sistematico e hanno selezionato una serie di frammenti (fra cui crani, ossa pelviche, scapole, costole e archi vertebrali) da analizzare con strumenti radiodiagnostici di altissimo livello. I primissimi risultati hanno rivelato che almeno 19 dei corpi furono sepolti in posizioni atipiche, compresa quella prona e quella flessa.

Ancora, hanno rivelato che molti resti presentavano punte di frecce in selce e lame punteruoli in osso. Visti anche i i traumi cranici di donne e bambini, gli scienziati stavano per dare per buona l’ipotesi di una battaglia a scopi “politici”, durata per un paio di anni. Sono servite ulteriori indagini degli scheletri per notare una serie di ferite non guarite e di lesioni per lo più localizzate sulla parte superiore del cranio, che invece hanno rafforzato l’ipotesi di una sorta di esecuzione di massa.

La terribile storia dei resti di Laguardia

Un’ipotesi che è stata praticamente confermata: come rivela lo studio pubblicato su Nature, è molto probabile che le 300 vittime poi gettate in questa fossa comune fossero sì coinvolte in una sorta di conflitto a livello regionale, ma che si trattasse per lo più di una sorta di guerra strategica per la conquista di risorse, sfociata nel vero e proprio massacro di comunità considerate inferiori o fondamentalmente indifese.

Sempre stando alle analisi mediche condotte sui resti, infatti, le vittime erano già segnate da malattie e stress dovute a denutrizione e condizioni di sopravvivenza precarie. È molto probabile che i defunti fossero poco più che agricoltori e allevatori e che siano stati attaccati per sottrarre loro quel poco che avevano. Una storia tragica, buia e cruenta, molto lontana da quelle epiche battaglie per il dominio di intere aree che si era prospettata all’inizio.

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