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Stonehenge, nuova scoperta Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Stonehenge, una nuova scoperta ha risolto un mistero antico

Oltre due secoli fa, gli archeologi avevano trovato delle strane pietre vicino a Stonehenge: solo oggi, finalmente, sono riusciti a capire di che cosa si tratta.

Stonehenge è forse uno dei siti archeologici del Neolitico tra i più famosi al mondo: il cerchio megalitico risalente a circa 4600 anni fa è da sempre un grande mistero che incuriosisce esperti e semplici curiosi. Si trova nel Wiltshire, a poca distanza dalla città inglese di Salisbury, e nei suoi dintorni sono state fatte molte scoperte interessanti. Alcune di esse, tuttavia, suscitano ancora interrogativi: oggi, uno di questi ha trovato risposta.

Stonehenge, l’antico kit ritrovato due secoli fa

Per capire l’importanza del grande risultato ottenuto dagli archeologi, occorre fare un passo indietro: nel 1802 venne scoperto un tumulo funerario dell’età del bronzo, situato presso Upton Lovell – a pochi passi da Stonehenge. La sepoltura conteneva qualcosa di straordinario, che ha davvero sorpreso gli esperti. Al suo interno venne infatti rinvenuto un grande cumulo di ossa di animali trafitte, che si ritenne fosse il costume di uno sciamano – probabilmente, colui che lì  fu tumulato. Proprio per via di questa sensazionale scoperta, l’attenzione sul resto del corredo funerario fu decisamente minore.

Fonte foto: Photographs courtesy of Wiltshire Museum, Devizes

Eppure, è proprio qui che si cela qualcosa di incredibile: tra coppe di selce, asce da battaglia rotte e un punteruolo in lega di rame, gli esperti hanno individuato un kit di attrezzi sulla cui funzione, fino ad oggi, vigeva il mistero. Grazie alle nuove tecnologie, che solamente pochi anni fa non erano ancora disponibili, gli esperti hanno finalmente scoperto di cosa si tratta. “Molti di questi oggetti hanno nuove storie da raccontarci che prima non sapevamo come cercare" – ha spiegato Oliver Harris, professore associato di Archeologia presso l’Università di Leicester, che ha lavorato allo studio pubblicato su Antiquity.

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La scoperta sul kit appartenuto ad un antico orafo

Un accurato esame degli strumenti in pietra ritrovati vicino a Stonehenge ha permesso agli archeologi di scoprire che questi ultimi appartenevano ad un kit utilizzato da un orafo circa 4000 anni fa. L’analisi microscopica ha individuato segni d’usura e tracce d’oro su cinque attrezzi, segno che venivano utilizzati per martellare e lucidare fogli di questo prezioso metallo. Probabilmente l’artigiano che li possedeva era solito realizzare manufatti in giaietto, ambra o legno ricoperti di sottili lamine d’oro: si conoscono infatti numerosi reperti simili appartenenti a quel periodo.

Fonte foto: C. Tsoraki; photographs courtesy of Wiltshire Museum, Devizes

Secondo gli studiosi, anche le tazze di selce e il punteruolo facevano parte del kit dell’orafo: le prime venivano utilizzate per mescolare resine e colle, mentre il secondo per realizzare perforazioni e motivi vari. Il corredo funerario è stato sepolto presumibilmente tra il 1850 e il 1700 a.C., ma le asce scoperte accanto agli altri attrezzi sono molto più antiche e risalgono al Neolitico. “Mi piacerebbe sapere se sono cimeli tramandati di generazione in generazione, o se sono stati depositati dai fiumi e trovati accanto ai ciottoli che poi sono stati trasformati in questi strumenti di pietra – o forse accanto all’oro stesso" – ha dichiarato Harris.

La scoperta è una delle più sensazionali verificatesi negli ultimi anni nel sito neolitico e nei suoi dintorni. “Alla recente mostra World of Stonehenge, al British Museum, il pubblico è rimasto sbalordito. Ciò che il nostro lavoro ha rivelato è l’umile kit di strumenti in pietra che è stato utilizzato per realizzare oggetti d’oro migliaia di anni fa" – ha concluso Rachel Crellin, professoressa associata di Archeologia presso l’Università di Leicester e principale autrice dello studio.

Fonte foto: C. Tsoraki; photographs courtesy of Wiltshire Museum, Devizes

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