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Switch off degli smartphone: a chi tocca ora

Prosegue lo switch off delle reti telefoniche: nel periodo giugno-ottobre molti smartphone avranno problemi, ecco quali

Prosegue, ma senza clamore, lo switch off delle reti telefoniche. Diverso e parallelo da quello del digitale terrestre, in realtà questo secondo switch off ha lo stesso scopo del primo: fare spazio alle frequenze telefoniche del 5G. Nel caso specifico, dicendo addio alle frequenze 3G e a tutti gli smartphone e le SIM non compatibili con la tecnologia più recente.

Dopo diversi rinvii tutti i maggiori operatori telefonici italiani, da Vodafone a TIM, con i rispettivi operatori virtuali, ma anche Wind Tre e Fastweb (che si appoggia su rete Wind Tre), hanno già spento la rete 3G o lo stanno facendo in queste settimane. Tutto finirà entro ottobre e, esattamente come è già avvenuto per lo switch off del digitale terrestre, quello delle reti telefoniche non sta avvenendo in tutta Italia contemporaneamente ma in modo progressivo, di Comune in Comune. TIM ha iniziato le ultime operazioni di spegnimento della rete a metà giugno e terminerà a metà ottobre, esattamente come Fastweb che in questi giorni sta avvertendo i suoi clienti sull’imminente switch off.

Switch off 3G: chi deve cambiare smartphone

Lo switch off del 3G consiste, banalmente, nello spegnimento della rete 3G. Quindi restano attive solo le reti 2G, 4G e 5G (dove già presente). Si potrà pensare che da quando c’è il 4G nessun telefono usa più il 3G, ma non è così perché gli smartphone che avranno problemi dopo lo switch off non sono solo quelli solo 3G.

Un telefono che non è in grado di agganciarsi alla rete 4G oggi sfrutta quella 3G e quella 2G. Le prestazioni di Internet sono chiaramente basse, ma a qualcuno può anche bastare perché tutte le funzionalità di base ci sono. Senza 3G, però, le cose cambiano perché l’unica rete compatibile con il telefono resta la 2G.

Tuttavia, anche chi ha un determinato tipo di smartphone 4G potrebbe avere seri problemi con lo switch off del 3G: si tratta dei primissimi modelli di smartphone 4G, quelli non ancora dotati della tecnologia 4G VoLTE (Voice over LTE). Questa tecnologia permette di trasformare la chiamata telefonica in un flusso dati e trasmetterla tramite rete dati 4G (in pratica come se fosse una chiamata WhatsApp).

Chi ha questa tecnologia nel telefono può parlare e navigare online contemporaneamente, anche se l’unica rete che capta è la 4G. Chi non ha questa tecnologia, invece, se non ha a disposizione una seconda rete (in particolare quella 3G) non può navigare e parlare contemporaneamente.

In pratica: se sono disponibili sia la rete 3G che la 4G, allora il telefono non dotato di VoLTE passa la chiamata su rete 3G e la navigazione su 4G. Ma se la 3G non c’è, allora non può farlo perché senza la tecnologia VoLTE non può mandare la chiamata su rete dati.

Perché di spegne la rete 3G

A questo punto, però, è lecito chiedersi perché viene spenta la rete 3G e, soprattutto, perché la 3G e non la 2G. La rete 3G viene spenta perché in Italia la normativa sulle emissioni elettromagnetiche provenienti dai ripetitori telefonici è rigidissima (una delle più stringenti di tutta Europa) e impedisce agli operatori di superare certi limiti, molto bassi.

I limiti vengono calcolati per ogni singolo sito di trasmissione, quindi se su un traliccio oggi ci sono antenne 2G, 3G e 4G, una di queste antenne deve essere spenta, altrimenti si supereranno i limiti di inquinamento elettromagnetico non appena si accende la nuova antenna 5G. Gli operatori, per questioni tecniche, hanno scelto di spegnere la rete 3G e non la 2G.

La rete 2G, infatti, è quella con la copertura migliore e la stabilità maggiore del segnale. Certo, è una rete molto vecchia, lenta e limitata ma ha un grande vantaggio: prende bene ovunque e, per questo, viene tenuta attiva soprattutto per emergenza, in modo che se un utente deve fare una chiamata salvavita (ambulanza, forze dell’ordine, numeri di emergenza) può farlo.

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