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SCIENZA

Trovata antica necropoli sconosciuta: la scoperta inedita in Italia

Un'area particolarmente ricca di vestigia antiche e ricche era nascosta in Italia: si tratta di un sepolcreto che segna anche un punto di svolta nelle abitudini funerarie delle popolazioni etrusche e romane

Una nuova scoperta, un nuovo traguardo per l’archeologia italiana: a Vetulonia è stata rinvenuta una necropoli etrusca che, da tempo immemore, giaceva indisturbata sotto strati di terra e vegetazione. A dare l’annuncio del ritrovamento, durante il convegno annuale dell’Archeological Institute of America, è stata l’amministrazione comunale di Grosseto, con una videoconferenza.

Durante l’intervento, l’assessore al patrimonio Walter Massetti e la sindaca Elena Nappi hanno voluto presentare agli addetti ai lavori di tutto il mondo il nuovo sito vetuloniese, che si trova dispiegato lungo il Poggio Valli ed era, come già detto, precedentemente sconosciuto.

La scoperta dell’antica necropoli

La scoperta della "nuova" necropoli è merito di un team di archeologi italiani guidati dal Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e con il sostegno della locale Associazione culturale archeologica "Isidoro Falchi". L’obiettivo degli archeologi era quello di riscrivere la Carta archeologica di Vetulonia di Doro Levi, archeologo e storico dell’arte greco-romana e direttore della Scuola archeologica italiana di Atene che la tracciò nel 1931.

I lavori sono iniziati nel gennaio del 2018, dopo l’annuncio all’interno del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Teoricamente, la nuova Carta archeologica doveva tenere "soltanto" conto dei mutamenti che, per forza di cose, si sono verificati e susseguiti sul territorio comunale nel corso di un secolo. Invece, eccola lì: una nuova  necropoli, un sepolcreto d’incredibile importanza, venuto alla luce dopo un’accuratissima campagna di scavi.

La nuova necropoli di Vetulonia e la sua importanza

Gli archeologi hanno, da una parte, preso atto  della scomparsa di numerosi monumenti funerari che per via dell’incedere del tempo e per l’impatto dei fenomeni atmosferici si sono erose o sono state ricoperte dalla fitta vegetazione della macchia mediterranea. Dall’altra, hanno scoperto questo sepolcreto che si trova precisamente in località Poggio Valli, a sud-ovest di Castiglione della Pescaia.

La nuova necropoli era celata da diversi tipi di rocce e di piante boschive, ma una volta portata alla luce ha rivelato tutta la sua importanza: «Nella nuova necropoli  – ha spiegato Simona Rafanelli, direttrice scientifica del MuVet, il museo locale – è possibile individuare un processo di sviluppo della tipologia architettonica delle sepolture etrusche di età orientalizzante e arcaica».

In sostanza, nella nuova necropoli si assiste a un’evoluzione delle abitudini funerale etrusche, andando «dalle tombe a circolo di pietre che racchiudono una semplice fossa terragna, chiusa o aperta su un lato breve, localizzati sulla spianata sommitale del poggio, alle tombe con fossa rivestita da filari in blocchi di pietra sotto piccoli tumuli cinti da tamburo, fino alle tombe a camera vere e proprie, inserite entro alti tumuli con tamburo e accessibili mediante un corridoio di accesso».

I prossimi studi sulla necropoli di Vetulonia

E adesso? I lavori in località Poggio Valli, proseguiranno. Il sepolcreto etrusco che non figurava nella Carta archeologica di Vetulonia di Doro Levi  potrebbe essere soltanto uno dei tesori nascosti nell’area, che è, per altro davvero ricca di resti etrusco-romani.

Molti di questi furono riportati alla luce nell’Ottocento grazie all’archeologo Isidoro Falchi, ma potrebbe esserci ancora davvero moltissimo da scoprire. Continueranno, dunque, tutti i lavori, gli studi e gli scavi: chissà ancora quanti tesori aspettano solo di essere ritrovati.

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