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Twitter bloccato per chi non paga: cosa sta succedendo

Twitter ha bloccato la visualizzazione dei post per tutti gli utenti non iscritti e ha limitato il numero massimo di tweet visualizzabili in un giorno: ecco quali sono i limiti in base al tipo di account

Mirco Calvano Giornalista

Attivo nel mondo dell’editoria sin dal 2011, giornalista dal 2019, ha lavorato per il web e per la carta stampata occupandosi di musica, cultura, lifestyle e tecnologia.

twitter Fonte foto: diy13 / Shutterstock

Grandi cambiamenti in casa Twitter: dal 1° luglio, gli utenti non registrati non possono più vedere i post sulla piattaforma. A chiarire sin da subito la situazione è stato Elon Musk che con un tweet ha confermato che si tratta di un tentativo per limitare le operazioni di data scraping da parte delle aziende specializzate in quest’attività di “rastrellamento” dei dati.

Il data scraping, altro non è che la raccolta di grandissime quantità di informazioni sugli utenti, per raccogliere informazioni sulle loro abitudini per scopi di marketing. Più di recente, questi dati sono stati utilizzati anche per addestrare le intelligenze artificiali, come l’ormai ben nota ChatGPT.

Twitter bloccato: cosa cambia per gli utenti

Naturalmente, per tutti gli utenti che hanno già un account Twitter (anche quello free), al momento, non cambia assolutamente nulla e potranno continuare a vedere liberamente i post condivisi sulla piattaforma, ma ci sono dei cambiamenti in arrivo anche per loro.

Tutti coloro che, invece, erano soliti visitare la piattaforma senza account, non potranno più vedere alcun post e saranno invitati ad effettuare il login al proprio profilo o a crearne uno gratuitamente. Questa mossa, definita già piuttosto controversa dagli utenti del web, potrebbe avere una doppia valenza: da una parte, davvero, limitare le operazioni di data scraping da parte delle grandi aziende. Dall’altra, di spingere gli utenti a tornare su Twitter, dopo l’emorragia di iscrizioni a seguito delle politiche adottate dal patron di Tesla.

Naturalmente la spiegazione ufficiale di Elon Musk è quella che riguarda lo scraping e con un tweet sul suo profilo il miliardario ha confermato che si tratta di una misura provvisoria messa in atto per limitare il prelievo estremamente aggressivo di dati da parte di diverse aziende in tutto il mondo.

Twitter: quanti tweet si possono vedere

Il blocco della visione dei tweet nei confronti di chi non è registrato, però, è solo una faccia della medaglia e, probabilmente, è l’altra faccia che dovrebbe preoccupare di più gli utenti.

Il social network ha imposto, infatti, anche un numero massimo di tweet che possono essere visualizzati in un giorno per evitare che dei bot leggano in modo automatizzato centinaia di migliaia di tweet per fare data scraping.

Il numero massimo imposto agli utenti varia a seconda del tipo di account: free, free appena iscritto o Twitter Blue. Dopo diverse proteste da parte dell’utenza, Musk ha cambiato più volte i limiti di cui sopra e, al momento, i limiti imposti sono i seguenti:

  • 500 tweet al giorno per i nuovi iscritti free
  • 1.000 tweet al giorno per gli iscritti free storici
  • 10.000 tweet al giorno per gli iscritti a Twitter Blue

Dietro la scelta di Musk, però, potrebbero esserci motivi ben diversi dalla lotta allo scraping e, stando alle informazioni condivise da Engadget, il proprietario di Twitter non vorrebbe pagare per rinnovare il contratto stipulato con Google per l’utilizzo dei server.

Per questo motivo c’è stato bisogno di spostare il servizio su altre infrastrutture che, ovviamente, hanno una capacità di elaborazione molto minore rispetto a quella offerta da Big G. L’informazione, naturalmente, non è confermata ma, se così fosse, i cambiamenti per gli utenti Twitter potrebbero durare molto più di quanto previsto da Elon Musk. Di certo c’è che la notizia di un mancato rinnovo dei contratti per i server con Google e Amazon era già circolata solo un paio di settimane fa.