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SCIENZA

Vita extraterrestre su Encelado: nuove specie sulla Luna di Saturno

Su Encelado, una delle lune di Saturno, ci sono tracce di forme di vita extraterrestre: ecco i risultati delle ultime ricerche sconvolgenti

Luna di Saturno Fonte foto: iStock

Una scoperta che ha del sensazionale, quella effettuata su una delle tante lune di Saturno, precisamente Encelado. La sonda Cassini ha infatti svelato, nel corso di una missione di ricerca spaziale, la presenza di altre specie organiche. Elemento che supporta la tesi relativa alla presenza di vita extraterrestre. Non si tratta di certo della civiltà evoluta che spesso fa capolino nei romanzi e nei film di fantascienza, ma è una scoperta non meno importante.

L’incredibile scoperta

Nel corso della missione, operata dalla NASA, Agenzia Spaziale Europea e Agenzia Spaziale Italiana, sono stati individuati dei composti organici, come etano ed acetilene. Il tutto nei geyser che caratterizzano la superficie ghiacciata del satellite. Una rilevazione avvenuta nel corso dei sorvoli operati tra il 2005 e il 2015.

Nuove tracce organiche, di cui si parla nel dettaglio su Nature Astronomy, che vanno ad aggiungersi al novero di molecole già identificate nei pennacchi di materiale espulso. Parliamo di acqua, anidride carbonica, metano, ammoniaca e idrogeno molecolare.

Su Encelado esiste un oceano, che è però nascosto alla vita. Si trova infatti sotto uno spesso strato di ghiaccio. Tutto ciò avvalora la tesi secondo la quale, superata la crosta, si potrebbe scoprire un modo composto da forme di vita aliene.

C’è vita su Encelado

Le nuove specie organiche sono state identificate da un team di ricerca americano, guidato da Jonah Peter, astrobiologo dell’Università di Harvard. Insieme ai suoi colleghi ha passato in rassegna attentamente i dati raccolti dallo spettrometro di massa (INMS), presente nella sonda Cassini.

Si è deciso di sfruttare una tecnica analitica differente da quelle impiegate in precedenza. Ecco le parole degli autori della ricerca: “Le nostre analisi dei dati forniti dall’INMS a bassa velocità, insieme con il quadro statistico dettagliato da noi creato, hanno dato la possibilità di discriminare le specie precedentemente ambigue presenti nel pennacchio. Ciò ha permesso la riduzione di quelli che sono gli effetti dell’adattamento del modello ad alta dimensione”.

Tutto ciò ha confermato la presenza di acido cianidrico, acetilene, propilene ed etano. Si tratta di composti di enorme importanza per consentire l’abitabilità della luna di Saturno, Encelado. In potenza possono sostenere delle comunità microbiche e, al tempo stesso, guida anche la sintesi organica complessa, che conduce all’origine di forme di vita.

Si ritiene ormai da tempo che la superficie ghiacciata di Encelado custodisca in realtà un grande oceano, dove sarebbero presenti le condizioni per ospitare la vita. La sonda Cassini si è cimentata in svariati sorvoli, procedendo anche al di sotto dei 50 km dalla superficie. È quindi riuscita ad attraversare i pennacchi di vapore di alcuni geyser in eruzione.

La speranza, poi confermata, è che questi ultimi consentissero la fuoriuscita in superficie di materiale proveniente dall’oceano nascosto ipotetico, con presenza di idrogeno molecolare (H2). Una missione ventennale, conclusasi nel 2017. Un’area di studio particolarmente prolifica con la National Academy of Sciences degli Stati Uniti che ha indicato alla NASA di dare priorità all’Enceladus Orbilander.

Non solo sguardo rivolto alla missione di ritorno del campione da Marte e dell’Orbiter Uranus, bensì anche un progetto di sonda in grado di restare 18 mesi in orbita, ispezionando i pennacchi di Encelado, prima di atterrare sul satellite. Due anni terrestri di ricerche di astrobiologia di superficie, previsti, potrebbero di certo consentire la scoperta di un nuovo mondo, letteralmente.