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Anche TikTok pagherà i creator: come e quanto

TikTok è ormai in grado di attirare i migliori creator, ma per farli restare deve condividere parte dei guadagni con loro: ecco perché è nata la piattaforma TikTok Pulse

TikTok sta avviando un nuovo programma di compartecipazione pubblicitaria chiamato "TikTok Pulse". In pratica la piattaforma cinese dei video (ex) brevi inizierà a condividere le sue entrate pubblicitarie con i creatori di contenuti. TikTok Pulse però non sarà per tutti, ma riservato ai creatori migliori (ovvero i più seguiti), tanto che creatori e editori devono avere almeno 100.000 follower per ottenere annunci sul "4% dei migliori video".

TikTok ha dichiarato a The Verge che il programma verrà lanciato a giugno negli Stati Uniti e si espanderà a più mercati dal prossimo autunno. L’idea della compartecipazione pubblicitaria non è nuova: il modello è stato rodato da YouTube che nel tempo ha offerto ai suoi creatori sia di ottenere una fonte di guadagno extra, che va oltre le visite, sia di rendersi parte attiva nella monetizzazione dei contenuti. Lo strumento, di fatto, si è rivelato un successo poiché ha incoraggiato i creatori a puntare maggiormente sulla qualità e a ottenere così maggiori guadagni. Il che li ha resi dei professionisti a tutti gli effetti con entrate dirette e stabili e dunque totalmente dedicati a popolare la piattaforma di video.

Come funziona TikTok Pulse

Ci saranno 12 categorie di Pulse in cui i brand potranno inserire i propri annunci accanto ai contenuti più rilevanti. Le categorie vanno dalla cucina ai giochi, oltre ad altri contenuti popolari di cui gode la community di TikTok. Il che si traduce in una segmentazione del pubblico di riferimento molto dettagliata e utile per le aziende che cercano di portare il loro messaggio in maniera diretta al loro pubblico.

TikTok : privacy e pubblicità

TikTok, con Pulse, cerca sia di tenersi ben stretti i creatori di contenuti con incentivi economici che riconoscano però i loro sforzi, sia di accontentare il pubblico con pubblicità poco invasive.

In effetti la questione delle pubblicità sulle piattaforme social, recentemente, è stata parecchio messa in discussione dall’App Tracking Transparency (ATT) di Apple poiché i dati degli utenti sono diventati meno accessibili alle app e questo, al momento, ha danneggiato soprattutto a Facebook.

Tuttavia, TikTok si approccia alla pubblicità in maniera diversa rispetto a Facebook e lo fa proponendo contenuti pertinenti al pubblico. Facebook, al contrario, propone pubblicità personalizzate in base ai dati degli utenti. In pratica, gli annunci TikTok sono rilevanti per il contenuto che si sta guardando e non per il singolo utente (come avviene su Facebook), il che consente di mantenere i dati privati.

Ecco che la qualità dei video e il numero elevato di follower diventa cruciale per agganciare una pubblicità pertinente al pubblico. E con il programma TikTok Pulse in effetti, il social cinese mira proprio a sollecitare i creatori più preparati a produrre video sempre più in linea con il pubblico di riferimento. In effetti, si rivolge a professionisti della comunicazione. Il minimo che possa fare, dunque, è dividere con loro una quota della pubblicità.

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