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Antichi dipinti svelano una tradizione sconosciuta: nuova scoperta in Sud America

Antichi dipinti in una grotta in Sud America evidenziano il tramandare delle conoscenze per 130 generazioni

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Antichi dipinti in Patagonia Fonte foto: 123RF

Abbiamo ancora tantissimo da scoprire sulle nostre origini. L’ennesima riprova giunge dal Sud America, nello specifico da alcune pitture rupestri rinvenute in Patagonia. Gli esperti sono riusciti a ricostruire le caratteristiche di una vita tanto distante dalla nostra, sotto innumerevoli aspetti, rivelando una tradizione sorprendentemente antica. Si genera così un ponte tra il nostro tempo e delle antichissime conoscenze culturali, che risalgono a circa 8.200 anni fa.

Antiche pitture rupestri in Sud America

Sempre affascinante, storicamente e sociologicamente, andare alla ricerca dei resti di antiche civiltà. Si tratta della nostra eredità in quanto specie, anche se ciò che viene rinvenuto si trova da tutt’altra parte nel mondo rispetto ai luoghi che chiamiamo casa. Nello specifico parliamo dell’area posta nella punta più meridionale del Sud America.

In questo territorio degli antichi uomini potrebbero aver iniziato a dipingere sulle pareti delle grotte, ovvero dei loro rifugi, già 8200 anni fa. Una scoperta decisamente interessante, considerando come vada a spostare di diversi millenni la datazione precedentemente suggerita dall’arte antica rupestre recuperata in quel territorio.

Parliamo di raffigurazioni simili a pettini in una grotta in Argentina. La loro datazione indica che queste opere appartenevano a una tradizionale arte rupestre in corso per più di tremila anni. Sarebbe terminata circa 5.100 anni fa. A riportarlo è uno studio pubblicato su Science Advances lo scorso 14 febbraio 2024.

Gli antichi sudamericani hanno per millenni dipinto un’enorme varietà di disegni sulle pareti interne delle loro grotte. Lo stesso dicasi per alcune porzioni dei soffitti. Un’antica tradizione, tramandata di genitori in figli, fino a toccare quota 130 generazioni, circa. Pensiamo per un attimo a questo lasso di tempo, paragonato alla nostra civiltà. Siamo infatti soliti quasi ignorare una certa porzione della storia dell’uomo, dimenticandoci di quanto sia massiva.

Non forme d’arte, bensì tentativi di tramandare delle conoscenze culturali. Gli antichi si erano ritrovati dinanzi al rischio di perdere per sempre delle conoscenze preziose, ottenute a fatica. Quei disegni venivano studiati attentamente, comportando azioni pratiche. Nello specifico si parla di conoscenze condivise dai gruppi di cacciatori-raccoglitori della regione, come spiegato dall’archeologa Guadalupe Romero Villanueva e i suoi colleghi.

Un’antica biblioteca

Stando agli studi condotti, le condizioni di estrema siccità avrebbero mantenuto il Sud America scarsamente popolato, in linea generale, nel corso di tale periodo. Per questo motivo dei piccoli gruppi dispersi avrebbero avuto necessità di una casa comune nella quale conservare in maniera visiva le conoscenze rituali, ecologiche e non solo. Si potrebbe quasi parlare di una sorta di biblioteca primitiva. Di certo riconosciamo in questo loro bisogno qualcosa di nostro.

Scendendo nel dettaglio delle tecniche utilizzate, i pigmenti adoperati per i disegni nelle grotte argentine hanno fornito le date più antiche mai registrate per l’arte rupestre nelle Americhe. In termini assoluti, è utile effettuare un confronto con la datazione dell’antica arte rupestre indonesiana. In quest’area la misurazione indiretta tramite le escrescenze minerali formatesi sopra e sotto alcuni disegni, offrono una datazione pari a 45.500 anni fa.

La grotta argentina è nota come Cueva Huenul 1 e si trova a circa 1000 metri sul livello del mare. La regione è desertica e rientra nella Patagonia nord-occidentale. Parete interna e parte del soffitto vantano 895 disegni dipinti, tra i quali spiccano forme geometriche, figure di esseri umani, linee trasversali e antichi animali, parenti dei lama, noti come guanacos.

La datazione del materiale scavato all’interno della grotta, come ossa di guanaco con segni di macellazione, indica chiaramente come l’uomo abbia raggiunto questo sito già 11.700 anni fa. Al tempo in cui si effettuarono questi disegni, però, la grotta aveva ottenuto una collocazione speciale nell’organizzazione di quei popoli. Nessuna azione quotidiana veniva praticata all’interno, come la macellazione delle carni ad esempio. Ciò al fine di tutelare le conoscenze raffigurate.

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