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Antichi fossili trovati in Australia: "Mai visto un sito simile a questo"

Una creatura tra le più maestose mai esistite sul Pianeta: proprio i suoi resti sono stati riportati alla luce in Australia, ma le scoperte non sono finite.

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Nell’Australia occidentale hanno trovato un sito unico nel suo genere, da cui stanno emergendo i resti del più grande marsupiale mai esistito al mondo: il Diprotodon. Imparentato con i vombati e gli odierni koala, questo mastodontico animale ha popolato quelle terre durante il Pleistocene (da circa 2,6 milioni a 11.700 anni fa) ed è una delle creature più affascinanti di cui siamo a conoscenza. Ma perché i recenti ritrovamenti hanno qualcosa di speciale, secondo gli esperti?

Scoperti fossili del mastodontico Diprotodon in Australia

Il Diprotodon o Diprotodonte era un animale di enormi dimensioni, che poteva crescere fino a 1,7 metri di altezza (al garrese), quasi 4 metri di lunghezza e che poteva pesare fino a 2,8 tonnellate. L’ultima scoperta annunciata dal Western Australian Museum lo scorso 19 ottobre racconta di nuovi ritrovamenti che riguardano proprio questa creatura: i paleontologi hanno riportato alla luce almeno 10 scheletri a Du Boulay Creek, un sito con caratteristiche uniche.

I lavori di scavo sono soltanto all’inizio ma promettono bene. Il team di esperti è convinto che nel corso del tempo potrebbero emergere molti più resti fossili di quanti visti finora, sia di esemplari adulti che di esemplari giovani, e ciò significa che con molta probabilità il sito in questione era al centro di un’importante rotta migratoria per il Diprotodonte.

Sono stati già rinvenuti molti teschi, ossa di vario genere e denti, di cui l’area è completamente disseminata, come ha confermato il Museo nel suo comunicato: “Attualmente gli scheletri sono parzialmente visibili, comprese sezioni di teschi, mascelle e denti, e incastonati nella roccia dura. Sono a rischio di forte abrasione dovuta alle inondazioni, quindi lo scavo è fondamentale per preservarli”.

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Un sito paleontologico unico nel suo genere

Non ho mai visto un sito fossile simile a questo – ha detto il paleontologo Gilbert Price in una recente intervista -. Non è normale poter camminare lungo il paesaggio e guardare semplicemente a terra e dire: ‘Quella è una vertebra, c’è un’altra parte dell’osso di una gamba, c’è un teschio laggiù…’. Questo è il genere di cose che potresti vedere in un film come Jurassic Park“.

Non è la prima volta che in Australia vengono ritrovati fossili di Diprotodonte – nel sito in questione i primi emersero già nel 1991 -, animale che si estinse circa 25.000 anni fa a causa del cambiamento climatico e dell’attività umana. Eppure i dati dell’Australian Museum di Sydney confermerebbero che per circa 20.000 anni il maestoso marsupiale sia effettivamente coesistito con gli aborigeni.

Ciò che rende unica l’area di scavo attualmente al vaglio dei paleontologi è, però, qualcosa di insolito. Oltre ai fossili di Diprotodonte, infatti, sono stati riportati alla luce anche i resti di mangrovie e fossili di granchi, dunque l’area combina inaspettatamente la presenza di animali e creature terresti a quelli tipici di estuari e habitat marini. “È qualcosa di assolutamente unico nella documentazione fossile, non solo di questa parte dell’Australia occidentale, ma dell’intero continente stesso”, ha aggiunto il professor Price.

Alec Coles, OBE e CEO del WAM, ha commentato: “La ricerca e il lavoro sul campo sono al centro del lavoro del Western Australian Museum e contribuiscono alla nostra conoscenza della biodiversità, della geodiversità e dell’ambiente dell’Australia occidentale. Le nuove scoperte fossili hanno senza dubbio confermato il sito di Du Boulay Creek come di grande importanza scientifica in termini di antica megafauna australiana”.

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