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SICUREZZA INFORMATICA

Attacchi hacker, migliora la situazione italiana a maggio

Secondo Check Point, l’Italia scende di 15 posizioni nella classifica dei Paesi più colpiti dai pirati informatici. Il “cinese” Fireball il malware più diffuso

Le ultime notizie che arrivano sul fronte della sicurezza informatica sono confortanti, soprattutto per l’Italia, uno dei Paesi, come dimostrano alcune ricerche, più colpiti dagli hacker. Secondo Check Point, nota azienda esperta in cybersecurity, a maggio il numero delle violazioni è calato.

E non di poco. Stando, infatti, al Global Threat Impact Index, un’indagine condotta dall’azienda israeliana, l’Italia si è posizionata al cinquantesimo posto tra i Paesi più colpiti dai pirati informatici, scendendo di ben 15 gradini. Un risultato importante, considerando la fragilità in cui versa, soprattutto in ambito aziendale, la sicurezza informatica. Check Point fornisce uno spaccato anche su quali sono state le varianti di malware più registrate in Italia. Al primo posto, in questa preoccupante classifica, si è collocato il pericoloso, ma meno noto rispetto al ransomware WannaCry, Fireball. Si tratta di un virus partito dalla Cina, talmente diffuso da colpire i browser di milioni di utenti.

I malware più diffusi in Italia

Il secondo malware più diffuso, sempre facendo riferimento allo studio della casa mediorientale esperta in cybersecurity, è stato il malvertising Roughted, una versione di malware utilizzata dai pirati informatici per indirizzare il traffico internet delle vittime, attraverso la comparsa di annunci pubblicitari ingannevoli, verso siti malevoli che possono contenere exploit kit, ransomware, truffe e altri pericolosi malware. Chiude il podio Conficker, un warm che colpisce prevalentemente il sistema operativo Windows. Nella top ten italiana non poteva mancare WannaCry, ancorato alla posizione numero 10.

Attacchi hacker agli smartphone

E per gli attacchi hacker ai danni dei dispositivi mobili? Il più pericoloso, secondo Check Point, continua ad essere lui: Hummingbad, che torna sul gradino più alto. Si tratta di un malware che colpisce Android e, una volta essere riuscito a varcare “le porte” dei dispositivi, installa dei software che poi vengono usati dagli hacker per compiere una serie di azioni malevoli (keylogger, furto delle credenziali e altro ancora). Al secondo e al terzo posto ci sono altri due malware Android, già noti agli esperti in sicurezza informatica: Hiddad e Triada. Il primo si nasconde all’interno di app apparentemente lecite e il suo compito è quello di far visualizzare annunci pubblicitari, il secondo, invece, crea delle backdoor sui dispositivi colpiti.

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