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I benefici dei videogiochi e i rischi fra creatività e pericolo doxxing

Una ricerca di Preply svela i benefici dei videogiochi, ma anche i rischi legati a doxxing e swatting

Perfetti per intrattenere, ma anche per imparare, i videogiochi sono sempre più diffusi. Così tanto che in tutto il mondo si contano ben 3 miliardi di gamer, 15,5 milioni solo in Italia. Fra di loro ci sono molti giovanissimi, sempre più affascinati da realtà come i metaversi e gli ambienti virtuali.

A fare il punto con un’interessante indagine è Preply, piattaforma globale di apprendimento delle lingue che mette in contatto più di 20.000 insegnanti con migliaia di studenti in tutto il mondo. La piattaforma ha infatti realizzato un interessante studio relativo all’impatto dei videogiochi valutando non solo gli effetti su adulti e bambini, ma anche l’uso del linguaggio negli ambienti di gioco.

La ricerca, che ha coinvolto 1.400 gamer di varie nazionalità, ha svelato moltissime particolarità. Prima di tutto l’effetto positivo dei videogiochi sulle capacità di problem solving (53%), che si affianca però all’influenza negativa sul sonno (46%).

L’impatto positivo dei videogiochi 

Lo studio mette in luce competenze e conoscenze che vengono sviluppate grazie ai videogiochi e che si dimostrano fondamentali nella vita quotidiana. Ad esempio il problem solving (53%), la salute mentale (51%), la capacità decisionale (48%), la coordinazione occhio-mano (46%) e l’abilità comunicativa (40%). Non solo: i gamer, grazie alle piattaforme internazionali, possono entrare in contatto con giocatori provenienti da tutto il mondo, creando amicizie ed esponendosi alle lingue straniere per un apprendimento più immersivo.

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L’opinione dei genitori

La ricerca mette in evidenza anche le considerazioni dei genitori riguardo i minori e i videogiochi. Su bambini e adolescenti il gaming avrebbe un impatto positivo tale da coinvolgere creatività (51%), vita sociale (43%), problem solving e logica (35%), come pure la salute fisica (35%). Gli adulti riferiscono che il 58% dei bambini gioca da 1 a 3 ore, il 30% per 3-6 ore al giorno, l’8% passa meno di un’ora a giocare, mentre il 3% gioca per 7-10 ore.

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I rischi dei videogiochi

Quello dei videogiochi è un fenomeno complesso che nasconde anche dei lati negativi, come mostra la ricerca di Preply. Secondo lo studio, oltre il 90% degli intervistati ha subito oppure assistito ad abusi emotivi durante una sessione di gaming. Quasi 7 giocatori su 10 hanno pensato di smettere per questo motivo. 2 gamer su 5 invece hanno sperimentato degli episodi di razzismo e oltre 1 su 3 afferma di essersi imbattuto in discorsi che incitavano all’odio sulle piattaforme di gioco. Spesso gli attacchi verbali prendono di mira l’identità di genere (44%), l’etnia (34%) o l’aspetto fisico (33%). Non solo bullismo, il 20% delle persone afferma di aver subito doxxing, ossia la diffusione di proprie informazioni sensibili. Un quarto invece ha vissuto lo swatting, che consiste nel contattare i numeri d’emergenza segnalando falsi crimini all’indirizzo della vittima.

Come proteggersi dagli abusi nei videogiochi

I rischi dunque ci sono, ma la comunità dei gamer ha anche dimostrato di essere preparata. Il 57% afferma di bloccare i bulli, mentre il 49% li segnala. Nel caso dei bambini invece il 90% dei genitori si occupa della sicurezza dei figli e l’89% usa sistemi di parental control. Azioni che sembrano funzionare, aumentando la consapevolezza riguardo i problemi d’odio e il razzismo.

Contenuto offerto da Preply

 

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