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Il "furto" di acqua lunare Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Come è finita l'acqua lunare sulla Terra?

L'acqua lunare "rubata" dal nostro satellite sarebbe un fenomeno che dura da diversi miliardi di anni ed è stato appena approfondito dai ricercatori

È tutta colpa della Luna, quando si avvicina troppo alla Terra fa impazzire tutti. Questa frase di William Shakespeare torna di grande attualità dopo la scoperta che è stata fatta sul nostro satellite. Infatti l’acqua lunare sta facendo impazzire gli scienziati, visto che ci sarebbe stato niente meno che un “furto" dal nostro pianeta, un fenomeno che si sarebbe ripetuto per miliardi di anni.

Dopo l’approfondimento dell’impatto sull’asteroide che ha cambiato la Luna per sempre, ci si è concentrati su 3.500 chilometri cubici di liquido, l’equivalente di uno dei laghi più grandi della Terra, lo Huron. Secondo quanto riferito dagli esperti dell’Istituto di Geofisica della University of Alaska Fairbanks, ci sarebbe una sottrazione di ioni idrogeno e ossigeno dalla nostra atmosfera.

Proprio questi ioni tendono a combinarsi tra loro, contribuendo alla formazione di acqua allo stato liquido e sotterranea, oltre al permafrost, il tipico terreno perennemente gelato di alcune zone del mondo. Lo studio sull’acqua lunare è stato pubblicato nella rivista “Scientific Reports" e ha cercato di andare oltre la classifica spiegazione dei liquidi presenti sulla Luna che sarebbero stati portati da asteroidi, comete e vento solare. In seguito alle ultime missioni spaziali, però, ci si è resi conto che un’altra fonte sarebbe proprio quella dell’atmosfera terrestre. In pratica, sul nostro satellite si trovano ioni di ossigeno e idrogeno in grandi quantità in periodi ben precisi.

Come si forma l’acqua lunare

Quando la Luna attraversa la magnetosfera della Terra, ovvero durante i cinque giorni del cosiddetto “mese lunare", la presenza di ioni è abbondante. Inoltre, il fatto che la Luna stessa sia a ridosso della coda magnetica del nostro pianeta provoca un’alterazione momentanea del campo magnetico terrestre. Ed è così che gli ioni che si perdono nello spazio, colpiscono la luna nel loro percorso.

Il ruolo dei vulcani

Nel caso dell’acqua lunare, uno degli autori dello studio ha descritto in modo molto efficace quello che avviene normalmente. È come se la Luna fosse interessata da una “doccia" di ioni che tornano dalla Terra e finiscono per precipitare sulla superficie del satellite. Sembrano ormai non esserci dubbi sul fatto che la Luna sia piena d’acqua. Altri ricercatori, per la precisione quelli dell’Università del Colorado, hanno tirato in ballo persino il vulcanismo. A loro dire, il ghiaccio d’acqua che si trova nel satellite non sarebbe altro che la conseguenza del degassamento vulcanico. Le novità lunari sono senza dubbio rilevanti per i progetti che vedono protagonista la NASA e non solo.

L’acqua lunare che è stata approfondita con dovizia di particolari dai ricercatori dell’Alaska potrebbe tornare molto utili per il sostentamento delle missioni in partenza nei prossimi anni. L’uomo andrà su Marte prima di quanto sempre immaginato, anche se la Luna rimane l’oggetto del desiderio delle agenzie spaziali. Il prossimo anno, il 2023, è stato indicato da tempo come quello decisivo per tornare a viaggiare in direzione del satellite, visto che ormai l’uomo non approda in questa parte dello spazio da ben mezzo secolo. Il grande ritorno potrà far luce anche sul mistero del “furto" dalla Terra.

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