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PMI E INDUSTRIA 4.0

Come si articola il cloud computing nelle aziende

Il cloud computing ha la capacità di guidare il processo di trasformazione digitale delle aziende. Non bisogna, però, confondersi con i vari termini e servizi

Nel processo di trasformazione digitale che sta interessando migliaia tra grandi aziende e PMI in tutta Italia, il cloud computing assume un ruolo sempre più rilevante. Grazie agli applicativi e ai servizi ospitati sulla nuvola, infatti, chi vuole aprire le porte dei propri impianti produttivi all’industria 4.0 ha vantaggi tutt’altro che ignorabili.

La corsa al cloud computing ha fatto nascere, in un lasso temporale tutto sommato molto breve, tutta una serie di branche – e di termini – strettamente collegate e interconnesse tra di loro. Quasi normale, dunque, che tra gli utenti (soprattutto quelli meno affini con le “cose” tecnologiche) possano nascere dubbi e confusione. Comprendere al meglio cosa vogliano dire quei termini, invece, è fondamentale per non sbagliare qualche passo e compromettere, così il processo di trasformazione digitale della propria azienda. Commettere un errore, anche il più piccolo, potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla produttività e sulla profittabilità.

Big Data

A causa della “scarsità” di spazio di archiviazione a disposizione dei singoli utenti (ma anche delle aziende), molte realtà imprenditoriali preferiscono conservare sulla nuvola i dati e le informazioni ricavate dai sensori sparsi all’interno degli impianti industriali. Si vengono così a creare degli “agglomerati” di dati chiamati in gergo tecnico Big Data: con questi strumenti le aziende sono in grado di analizzare l’andamento dei cicli produttivi, fare previsioni sull’andamento futuro e aumentare così produttività e profitti.

Internet of Things

Grazie alla Rete e a piattaforme cloud ad hoc (che analizzeremo tra poco), le imprese possono collegare tra di loro macchinari, sensori e interfacce di controllo in un unico, grande, sistema industriale interconnesso. In questo modo macchinari e sensori entrano a far parte del cosiddetto Internet of Things (o, visto il settore, Industrial Internet of Things), una rete intelligente che consente automatizzare processi di routine e di ridurre fortemente la necessità di intervento da parte di persone in carne e ossa (oltre a dare la possibilità di controllo a distanza con sistemi SCADA).

Cloud Storage

Non solo dati dei sensori. Un numero crescente di aziende (così come di utenti privati) si affida ai sistemi di archiviazione online del cloud storage. Modulare e adattabile alla perfezione alle esigenze di ogni singola azienda (dalle grandi realtà produttive alle PMI), il cloud storage consente di salvare dati online in maniera semplice e immediata e di averli sempre a disposizione, ovunque ci si trovi e qualunque dispositivo si decida di utilizzare.

Platform as a service

Quando un’azienda si affida a un fornitore di servizi cloud del genere Platform as a service decide di non procedere all’acquisto di una piattaforma operativa, ma preferisce “noleggiarne” una da un fornitore terzo. Detto in parole più semplici, l’azienda “affitta” un sistema operativo o un ambiente di sviluppo che consente di sviluppare delle applicazioni e degli applicativi utili ai propri scopi. Microsoft Azure, molto probabilmente, ne è l’esempio più conosciuto e adottato.

Software as a service

Il cloud computing consente di noleggiare non solo le piattaforme operative, ma anche software e applicativi di varia natura. In questo modo si risparmia sull’acquisto delle licenze di utilizzo e, grazie alla modularità delle piattaforme Software as a service, si riuscirà a “costruire” il pacchetto più adatto alle esigenze dei propri dipendenti. Ciò permette di risparmiare anche sui costi di aggiornamento, di manutenzione e sull’acquisto di hardware: girando sui server del fornitore di servizi, i software non necessiteranno di requisiti minimi molto elevati e potranno essere utilizzati anche da computer vecchi di qualche anno.

Infrastructure as a service

L’Infrastracture as a service è, se vogliamo, un po’ l’estremizzazione del concetto di cloud computing. In questo caso, infatti, l’azienda noleggerà direttamente l’hardware (come, ad esempio, dei server sui quali creare uno spazio di cloud storage accessibile esclusivamente ai suoi dipendenti) da un fornitore terzo, che si occuperà del loro funzionamento e della loro manutenzione.

Cloudbursting

L’azienda è a corto di risorse informatiche e, con i computer di proprietà, non riesce a portare a conclusione i calcoli necessari a completare il progetto? Con il cloudbursting si potranno affittare risorse informatiche inutilizzate solo per il tempo utile a portare a termine una determinata operazione. Insomma, molto simile all’Infrastructure as a service, solo per un lasso di tempo molto limitato.

Cloud ibrido

I servizi cloud visti sinora rientrano tutti nell’alveo del cosiddetto cloud pubblico, ovvero servizi forniti da un’azienda terza, che ne gestisce la creazione e l’erogazione. Nel caso del cloud storage, tanto per fare un esempio, i dati saranno archiviati all’interno dei server di un fornitore terzo, che ne garantirà la messa online continuativa e la manutenzione dei server stessi. In alcuni casi, però, alcune aziende preferiscono gestire in proprio alcuni servizi di cloud computing, affidandosi a fornitori terzi per altri: in questi casi si parla di cloud ibrido.

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