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Come creare un'immagine in stile Studio Ghibli con ChatGPT

Creare un’immagine in stile Studio Ghibli con ChatGPT è un processo davvero semplice che con pochi passaggi può trasformare una qualsiasi foto. Ecco come fare

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Negli ultimi giorni, i social network sono stati invasi da migliaia di immagini che sembrano uscite direttamente da un film dello Studio Ghibli. Il merito è della nuova funzione di generazione di immagini di ChatGPT, introdotta da OpenAI con l’arrivo del modello GPT-4o, che ha reso la “ghiblificazione” delle foto un fenomeno virale.

Trasformare le proprie foto è davvero immediato e con poche e semplici indicazioni si può chiedere al chatbot di creare un’immagine con lo stile che ha reso celebre in tutto il mondo Hayao Miyazaki.

Come ottenere una foto in stile Ghibli con ChatGPT

Per prima cosa bisogna accedere a ChatGPT con il proprio account. Importante ricordare che la funzione è disponibile per tutti, anche per chi non ha un abbonamento a pagamento.

Fatto questo, bisogna caricare un’immagine (facendo clic sull’icona “+”); è possibile scegliere una qualsiasi foto salvata in locale sul proprio smartphone o sul proprio computer.

A questo punto non resta che inserire il prompt corretto. Come per ogni funzione di ChatGPT, per ottenere il miglior risultato possibile è importante fornire al tool una descrizione chiara di ciò che si desidera. Ad esempio si può chiedere al chatbot “Ridisegna l’immagine nello stile dello Studio Ghibli mantenendo tutti i dettagli”.

 

Ora non resta che attendere che l’intelligenza artificiale rielabori l’immagine, trasformandola in un’illustrazione in pieno stile Studio Ghibli.

Le limitazioni del servizio

Pur essendo un’operazione estremamente semplice, non sempre le cose vanno come dovrebbero e per prevenire eventuali violazioni del copyright, OpenAI ha introdotto delle limitazioni a questa funzione che, in alcuni casi potrebbero portare a un messaggio d’errore e all’impossibilità di procedere con l’operazione.

Importante ricordare che il servizio può creare un’illustrazione ispirata allo stile di Hayao Miyazaki ma, naturalmente, non può violare la policy interna sui contenuti. Tuttavia il fenomeno della “ghiblificazione” ha riscosso un successo tale che ha sollevato importanti dubbi sul diritto d’autore.

Al momento, l’attuale normativa protegge gli artisti ma non protegge direttamente gli stili artistici; perciò l’AI è in grado di replicare fedelmente le caratteristiche di un artista e, appunto, generare immagini ispirate all’opera dello Studio Ghibli. Tuttavia, in quest’ultimo caso gli schemi stilistici sono estremamente riconoscibili e ciò solleva non pochi dubbi su quali siano i confini tra ispirazione e plagio e, naturalmente, rende ancora più urgente il bisogno di un sistema di norme che possa favorire l’innovazione ma senza violare il diritto d’autore.

Infine, a causa dell’enorme numero di richieste ricevute, i server di OpenAI sono andati in affanno e hanno subito rallentamenti e interruzioni temporanee. Per questo motivo, Sam Altman ha rivelato su X (ex Twitter) di aver imposto un limite di tre immagini al giorno per ogni utente che utilizza ChatGPT gratuitamente.

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