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Cosa significa mAh e relativa durata della batteria del cellulare

La sigla "mAh" indica la quantità di energia immagazzinata dalla batteria dello smartphone. Ecco cosa vuol dire e perché è importante

Uno dei dati più enfatizzati dai produttori di smartphone è la capacità della batteria, espressa in “mAh“. Per mAh si intende “milliAmpereOra”, cioè quanti milliAmpere può erogare la batteria nell’unità di tempo, cioè in un’ora. Detto in poche parole si tratta di quanta elettricità riesce ad immagazzinare la batteria.

Poiché gli smartphone moderni sono ormai quasi dei computer portatili e hanno consumi notevoli, è chiaro che più mAh ha una batteria e più autonomia avrà lo smartphone. Tuttavia, non bisogna fare l’errore di giudicare uno smartphone soltanto dalla quantità di mAh dell’accumulatore, altrimenti poi si rischia di comprare quello con “più batteria” senza che ciò si traduca in “più autonomia”. Quantità di energia di una batteria e autonomia, infatti, vanno di pari passo solo a parità di altri fattori. In altre parole: lo smartphone A potrebbe avere una autonomia maggiore dello smartphone B anche se ha una batteria con meno mAh del secondo. Come è possibile?

Cosa incide sull’autonomia di uno smartphone

Da diversi anni ormai i produttori di smartphone non permettono di sostituire la batteria: è integrata nel dispositivo e non può essere cambiata. La scelta della batteria, quindi, viene fatta in base ad un parametro principale: per quanto riuscirà a tenere acceso il dispositivo, con un utilizzo “medio“. I costruttori di smartphone, in pratica, montano una batteria con la capacità minima essenziale per far arrivare il cellulare a fine serata. E il calcolo lo fanno facilmente, perché sanno esattamente quanta energia consuma il loro dispositivo. Uno smartphone con uno schermo da 6 pollici, ad esempio, ragionevolmente consumerà un bel po’ di più rispetto ad uno con display da 4 pollici. Uno con 8 GB di RAM consumerà di più di uno con soli 4 GB. Un dispositivo con un SoC ad alta frequenza consumerà di più di uno con SoC a bassa frequenza e così via.

Il fattore ottimizzazione

C’è poi da considerare un’altra cosa: l’ottimizzazione software. Ci sono smartphone praticamente identici, che in teoria dovrebbero consumare la stessa quantità di energia e che hanno gli stessi mAh di batteria che, però, hanno un’autonomia molto diversa. Ciò è dovuto all’ottimizzazione del sistema operativo e della UI fatto dal costruttore, che può fare parecchia differenza e regalarci, a fine serata, anche 60-120 minuti di autonomia in più. Se uno smartphone ha un software molto pesante, con tante applicazioni che girano in background, è logico che il suo hardware lavorerà (e consumerà) di più. Lo stesso identico dispositivo, su cui gira però software più “leggero“, consumerà meno energia. Ecco perché, dopo un aggiornamento software, la batteria di uno smartphone può durare sensibilmente di più, o di meno, che in passato.

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