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Come i denti di un gigante: un panda così non lo avete mai visto

L'odierno panda gigante ghiotto di bambù aveva un "cugino" in Europa, con un aspetto (e una dieta) ben diversi da quel che potreste immaginare.

Quando pensiamo al panda, la prima immagine che ci viene in mente è quella di un tenero "orsetto" dal pelo bianco e nero che divora continuamente bambù. Ebbene, dimenticate tutto questo perché i paleontologi hanno scoperto che l’ultimo antenato del panda gigante viveva in Europa e aveva un aspetto parecchio diverso rispetto all’animale che conosciamo. E non era neanche ghiotto della pianta sempreverde tipica della sua odierna dieta.

Il "cugino" del panda viveva in Europa

L’ultimo antenato del panda gigante viveva in Europa, precisamente nelle zone paludose e boschive dell’odierna Bulgaria, ed era molto diverso dall’animale che conosciamo oggi, ghiotto di bambù. Una scoperta che è avvenuta grazie allo studio di due denti fossili, custoditi all’interno del Museo Nazionale di Storia Naturale di Sofia dopo il ritrovamento avvenuto alla fine degli anni Settanta tra depositi di carbone.

I denti fossili erano stati catalogati dal paleontologo Ivan Nikolov, tanto che questa nuova specie di panda europeo fu chiamata Agriarctos Nikolovi proprio in suo onore. Oggi, grazie allo studio approfondito pubblicato lo scorso 31 luglio 2022 sul Journal of Vertebrate Paleontology, abbiamo un’immagine ben definita di questo antico animale, ricostruita grazie agli elementi raccolti: un panda dalle dimensioni di un odierno orso bianco, ma con denti più piccoli rispetto a quelli degli esemplari che vivono attualmente in Cina.

Ciò ha lasciato supporre ai ricercatori che inizialmente l’animale seguisse una dieta diversa e che "La probabile competizione con altre specie, in particolare carnivori e presumibilmente altri orsi, spiega la specializzazione alimentare più vicina dei panda giganti [moderni] al cibo vegetale in condizioni di foresta umida", come ha scritto Nikolai Spassov, paleontologo e professore presso l’Università di Sofia in California.

L’Agriarctos Nikolovi non mangiava bambù

Da un canino e un molare superiori si è aperto uno scenario inedito per gli studiosi, sebbene non si tratti del primo panda europeo scoperto grazie al ritrovamento di resti fossili. Si ritiene che, infatti, questo "cugino" dell’animale che vive attualmente nel sud-ovest della Cina non sia il più antico discendente dell’odierno panda gigante: prima di lui è stata ritrovata in Spagna una specie, chiamata Kretzoiarctos beatrix, che esisteva almeno 11,6 milioni di anni fa a fronte dei 6 milioni di anni dell’A. Nikolovi.

La dimensione e la forma dei denti dell’A. Nikolovi, inoltre, rappresenterebbe uno stadio di passaggio nell’evoluzione degli ursidi europei, prima che si spostassero in Oriente. La dentatura era molto più piccola rispetto al panda gigante attuale, che si nutre principalmente di bambù e ha bisogno di mascelle forti e vigorose per spezzarlo e triturarlo. L’A. Nikolovi era vegetariano ma aveva un’alimentazione diversa, non si nutriva di bambù ma di una vegetazione più morbida e malleabile.

Partendo da queste premesse, i paleontologi hanno cominciato a studiare le possibili cause dell’estinzione dell’A. Nikolovi, e più in generale degli antenati del panda gigante che vivevano in Europa. Gli studi sono ancora in corso, ma si ipotizza che sia stato il cambiamento climatico a causarne la scomparsa: circa 8 milioni di anni fa in Europa le condizioni ambientali diventarono insostenibili per queste specie, in particolare a causa del prosciugamento del bacino del Mediterraneo. Così l’ipotesi più accreditata suggerisce che per tali motivi questi animali cominciarono a migrare verso l’Asia, dove si sarebbero poi evoluti in Ailuropoda e diventando, via via, i grossi amanti del bambù che conosciamo.

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