cos'è il digital divide Fonte foto: Shutterstock
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Cos'è e come si risolve il Digital Divide

In questo articolo ti spiegheremo quali sono le caratteristiche del Digital Divide, quali paesi comprende e come si risolve. Leggi qui per saperne di più!

Il Digital Divide è il divario che esiste tra chi utilizza e accede a internet e chi non lo usa o non ce l’ha. Questo divario causa una vera e propria esclusione da tutti i vantaggi che porta il mondo digitale. L’esclusione crea dei danni sia a livello culturale, che socio-economico. Queste rotture possono essere di varie forme, ma i suoi effetti sono sempre negativi per chi li subisce.

Il digitale sta assumendo una importanza sempre maggiore per la società. Gli esclusi sono coloro che di solito appartengono alle classi sociali svantaggiate e si trovano a combattere guerre per le disuguaglianze sociali e tecnologiche. La divisione che crea il Digital Divide, è una discriminazione per l’uguaglianza dei diritti che si possono esercitare online grazie alla società digitale, e mette in mostra una sempre maggiore disuguaglianza nell’utilizzo delle tecnologie e nel loro accesso. Questa divisione mette in risalto la separazione tra la parte della popolazione che utilizza le tecnologie e la parte della popolazione che non le utilizza.

Le categorie che risentono in modo particolare del Digital Divide sono:

  • Gli anziani: l’esclusione è causata da un gap generazionale;
  • Gli immigrati: l’esclusione è causata da un gap linguistico-culturale;
  • I detenuti, i disabili e chi ha un basso livello di istruzione, che non sono in grado di usare in modo consono i dispositivi informatici;
  • Le donne inoccupate: l’esclusione è causata da un gap di genere.

Cosa causa il Digital Divide?

Di solito chi ha accesso alle tecnologie digitali proviene da una determinata area geografica e geopolitica, ma ci sono altre caratteristiche legate al sesso, all’età, al reddito ed al livello di educazione. Da alcuni studi si evince che, chi ha il reddito più alto ed un alto grado di scolarizzazione, ha più possibilità di accedere al mondo digitale. Coloro che vivono nei centri urbani più sviluppati, hanno maggiori possibilità rispetto a chi vive nei centri rurali.

Come nascono le disuguaglianze?

Già negli anni ’90 inizia a diffondersi la tesi secondo cui chi non utilizza il digitale o non può utilizzarlo, fa nascere una nuova forma di disparità sociale creando un gap con chi lo utilizza. Per questo stanno studiando delle adeguate politiche pubbliche che permettano di garantire a tutti l’accesso ad internet. Il primo ad utilizzare il termine Digital Divide fu il vice presidente del governo Clinton, Al Gore, per indicare la differenza che si era creata tra gli information haves (chi usa internet) e gli havenots (chi non usa internet), durante il programma K-12 education. L’avanzare del divario digitale viene calcolato attraverso degli approcci specifici che analizzano delle variabili, che influenzano l’accesso a internet.

In poche parole si tiene conto delle variabili socio-demografiche, istituzionali ed economiche. Sono nate così due teorie, la prima è la teoria della normalizzazione, che gradualmente porterà la progressiva eliminazione del divario informatico e quindi porterà al livellamento delle competenze digitali; la seconda teoria è quella della stratificazione, che porterà ad un aumento costante del divario digitale e delle disuguaglianze che sono nate con la rete. Queste disuguaglianze si protrarranno nel tempo creando differenze discriminatorie tra gli information haves e gli havenots.

Le tre tipologie del divario causato dal mondo digitale

I divari che si vengono a creare con il Digital Divide sono stati classificati in tre tipologie: globale, sociale e democratico.

  • Il divario globale riguarda le differenze tra i paesi più e meno sviluppati.
  • Il divario sociale si riferisce alle disuguaglianze che ci sono all’interno di un paese.
  • Il divario democratico mette in evidenza le condizioni di partecipazione alla vita sociale e politica, in base all’utilizzo ed al non utilizzo delle tecnologie.

Il divario globale non è solo la possibilità di accedere alle tecnologie, ma soprattutto la qualità e le modalità di accesso. Per questo è il divario più forte in questo momento. Per esempio in Cina, Giappone e Stati Uniti hanno ad oggi più della metà delle connessioni nel mondo.

La situazione del Digital Divide in Italia

Per gli italiani che non sono coperti da una adeguata connessione internet, si parla di un Digital Divide di infrastrutture, invece per gli italiani che scelgono di non avere una connessione si parla di Digital Divide culturale. Entrambe le situazioni creano degli svantaggi, anche se solo una bassa percentuale della popolazione non ha la connessione internet e la copertura ultralarga della banda interessa solo dal 20 % al 40 % della popolazione italiana.  Per un futuro prossimo si avrà anche un Digital Divide che riguarderà la mancanza della fibra ottica all’interno delle case, sarà circa del 20% della nazione.

Un bene comune chiamato internet

Un dovere degli stati e di chi si occupa di Internet Governace, è quello di rendere internet un bene comune  e permettere a tutti di accedervi liberamente. L’accesso a internet va garantito a tutti, a prescindere dall’utilizzo che ogni persona possa fare, con le stesse condizioni. Grazie alla rete, attraverso i social e le varie tecnologie, è riconosciuto alle persone il potere di avere dei guadagni, di intrecciare relazioni sociali e sfruttare tutto ciò che la rete può offrire. Per chi non ha accesso a internet, tutto ciò può diventare una fonte di discriminazione sociale. Anche per quanto riguarda la scolarizzazione, circa il 70% degli insegnanti assegna dei compiti che per svolgerli bisogna avere una connessione in rete. Possiamo affermare che un bambino su due non è in grado di finire i compiti assegnati, perché non ha internet a casa.

Come possiamo ridurre il Digital Divide?

Il termine Digital Divide non riguarda più solo il divario digitale, ma anche la mancata possibilità di accedere alle tecnologie, come per esempio alla connessione mobile. I fattori da considerare infatti sono molti, per esempio la velocità e la larghezza della banda e come le competenze di ogni singola persona. Annullare il divario digitale è lo scopo di molte organizzazioni e associazioni internazionali che si occupano di Internet Governace nel mondo. Sono stati riconosciuti quattro cardini su cui basare le possibili soluzioni: la crescita economica, l’uguaglianza economica, un’organizzazione democratica e la mobilità sociale. Alcune delle attività interessate che potrebbero aiutare a ridurre questo divario sono:

  • Creare applicazioni e ambienti digitali che portino l’utente ad essere autosufficiente e che lo rendano un partecipante attivo;
  • Creare dei percorsi educativi per l’utilizzo di internet e delle altre tecnologie
  • Mettere a disposizione dispositivi con accesso alla rete che riescano a soddisfare le esigenze di tutti;
  • Mettere a disposizione un servizio internet a prezzi modici e con una buona connessione;
  • Avere un supporto tecnico di qualità.

Gli stati devono garantire ai propri cittadini l’uguaglianza delle condizioni economico-sociali e la parità dell’accesso alla rete. Alla nuove generazioni deve essere fornita una giusta istruzione digitale per crescere come cittadini digitali e migliorare l’istruzione delle fasce delle minoranze più vulnerabili. I gradi di conoscenza del digital sono differenti a livello nazionale e internazionale. Un altro divario digitale esiste tra chi produce contenuti per il web e chi ne usufruisce. I creatori sono una minima parte rispetto al numero totale degli utenti della rete.

Chi partecipa di più solitamente, sono coloro che hanno un alto livello di istruzione e di reddito. Quando però parliamo del divario digitale, ci si basa sulle conoscenze essenziali per fare le cose più basilari quando si è connessi. Alcuni problemi però, riguardano anche le infrastrutture e le carenze telematiche che consentono una navigazione efficace. Si è creato quindi un vero e proprio danno da Digital Divide, che ha provocato la violazione dei diritti di acceso alla rete che ostacola chi ne usufruisce di esercitare i propri diritti. Questo pregiudizio è un danno che si reca alla persona, perché ha una mancata possibilità di inclusione.

È importante ridurre il Digital Divide?

La risposta in questo caso è più che scontata, quindi si! Internet ha grandissimi potenziali da cui deriva la necessità di garantire libero accesso e soprattutto un accesso gratuito a tutti, attraverso l’emanazione di nuove norme per le politiche pubbliche. Internet è stato dichiarato dal Consiglio sui diritti umani delle Nazioni Unite, come un diritto fondamentale per l’uomo, che garantisce una messa in moto del progresso per lo sviluppo futuro in tutte le sue forme. Ogni Stato è obbligato ad agevolare nel godere del diritto alla libertà di espressione, che può avvenire anche attraverso l’uso di internet, che oggi è considerato il mezzo indispensabile per il godimento di molti diritti umani, grazie alla facilità di accedere alle informazioni e a rendere molto più facile l’accesso alla popolazione, se ha voglia di partecipare in modo attivo, alla costruzione della società democratica.

Non si è ancora deciso se formalizzare il riconoscimento del diritto di accesso a internet nell’ordinamento giuridico, che tenga conto delle nuove tecnologie digitali, visto che l’uguaglianza digitale è ormai diventata una questione quasi fondamentale nella nostra società moderna. Le possibilità di sviluppo offerte dalle nuove tecnologie digitali aumentano grazie all’arrivo della società dell’informazione, ma il rischio è quello di poter proporre queste opportunità solo a pochi privilegiati, gli information haves. La disuguaglianza sociale è diventata, a causa delle nuove tecnologie, un fattore di discriminazione culturale che ostacola molti ad accedere alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

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