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Digitale terrestre: il 9 febbraio novità per 10 milioni di italiani

Va avanti il processo di liberazione delle frequenze che fa parte del grande cambiamento della TV italiana dal vecchio standard Digitale Terrestre al nuovo standard DVB-T2: dal 9 febbraio il prossimo passo

Prosegue senza intoppi, ma anche senza soste, il processo di “refarming" delle frequenze del Digitale Terrestre in vista dello switch off definitivo e del passaggio al nuovo standard di trasmissione DVB-T2, che dovrebbe avvenire entro il 2023. Il refarming è lo spegnimento di alcuni ripetitori TV per liberare le frequenze e consegnarle agli operatori telefonici, che le useranno per la rete 5G.

Già in atto in varie parti del Paese da mesi (a metà novembre ha iniziato la Sardegna), il refarming adesso tocca una grande area geografica fatta di quattro Regioni italiane, con una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti. In queste zone, a partire dal 9 febbraio, tutte le TV e le radio che trasmettono su frequenze della “banda 700" (cioè quelle 694-790 MHz, usate per i canali UHF da 49 a 60) dovranno “traslocare" su altre frequenze, già assegnate dal Ministero dello Sviluppo economico. Purtroppo, però, non tutte le TV hanno avuto una frequenza né tutte hanno avuto la forza di superare questo ennesimo cambiamento: alcune TV locali spariranno per sempre in varie parti d’Italia.

DVB-T2: dove si cambia il 9 febbraio

Tra il 9 febbraio e il 14 marzo 2022 avverrà il refarming delle frequenze TV nella cosiddetta “Area 3“. Si tratta di una vasta zona d’Italia che comprende le seguenti Regioni e Province:

  • Friuli Venezia Giulia
  • Veneto
  • Lombardia (solo Provincia di Mantova)
  • Emilia Romagna (tranne Provincia di Piacenza)

In questi territori, gradualmente e seguendo calendari locali, decine di emittenti radio e TV cambieranno la propria frequenza.

Quando bisogna risintonizzare

Man mano che le TV cambieranno frequenza, non saranno più visibili su molti Smart TV fino alla successiva risintonizzazione di tutti i canali. Alcuni apparecchi televisivi hanno la sintonizzazione automatica (spesso nelle ore notturne) e l’utente potrebbe persino non accorgersi di nulla in occasione del cambio di frequenza.

In altri casi, invece, arriverà un momento in cui alcune emittenti non si vedranno più: quello sarà il momento per fare di nuovo la sintonizzazione dei canali, affinché la televisione possa riconoscerli tutti nelle nuove frequenze e associravi il corretto numero LCN, cioè il numero da comporre con il telecomando per vedere quel canale.

Potrebbe anche capitare che, subito dopo la sintonizzazione, alcuni canali vadano temporaneamente in conflitto con altri. Di solito la cosa viene risolta nel giro di pochi giorni e i canali in questa condizione vengono indicati come “provvisorio“.

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