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Digitale Terrestre: le modifiche ai canali di fine novembre

Il 2022 si avvicina e, con esso, il refarming delle frequenze che causerà la sparizione di molte emittenti locali: ecco cosa sta succedendo ai canali in questi giorni e come sta andando in Sardegna

Torna il balletto delle emittenti sul Digitale Terrestre, con diverse novità negli ultimi giorni sia a livello regionale che nazionale. Numerosi, in particolare, i cambi di numerazione LCN in attuazione del recente decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha ufficializzato la nuova lista dei numeri dei canali.

Nuova numerazione dovuta, soprattutto, a preparare il prossimo passaggio tecnico in arrivo a gennaio, quando in molte Regioni del Nord Italia verranno liberate le frequenze della ormai famosa “banda 700“, con l’altrettanto famoso “refarming delle frequenze“. Refarming che, tra l’altro, è già in atto in Sardegna con un fitto calendario di spostamenti di frequenze e canali che, purtroppo, fa registrare anche la chiusura di storiche emittenti come Olbia TV, che trasmetteva dal 1978. In precedenza avevano già chiuso anche Telegi, Canale 12, Tele Radio Maristella e Super TV. Uno scenario simile potrebbe verificarsi anche da gennaio nel Nord Italia, dove le emittenti locali sono troppe per rientrare tutte nel minor numero di frequenze disponibili dal 2022.

Digitale Terrestre: le novità di fine novembre

A livello nazionale si registrano soprattutto modifiche alla numerazione LCN dei canali (qui vi spieghiamo cosa vuol dire LCN), a volte accompagnate dal passaggio dell’emittente da un MUX all’altro.

Nel MUX Timb 3, ad esempio, entrano i canali Paramount Network e Super! con numerazione 27 e 47. Nel MUX Timb 1 il canale Juwelo passa dal numero 510 al 526 (ma resta visibile anche su LCN 133 nel MUX Rete A 2). L’emittente italo-rumena IT Channel (ex Rochannel Diaspora) ora è presente su LCN 221, all’interno del MUX Retecapri.

Novità anche per i canali radio: nel MUX Timb 2 entra il duplicato di RDS Social TV, mentre nel MUX Canale Italia entra il duplicato di Radio Padania Libera.

Digitale Terrestre: che sta succedendo in Sardegna

Per quanto interessi solo i cittadini di quella Regione, visto il carattere insulare della Sardegna, è interessante fare il punto della situazione sul digitale terrestre sardo. Questo perché ciò che sta succedendo in Sardegna in questi giorni avverrà, a partire da gennaio 2022 e con tempi diversi da Regione a Regione, anche in altre parti d’Italia.

Come ben sappiamo le emittenti TV devono liberare le frequenze già assegnate all’asta dallo Stato alle compagnie telefoniche, che le useranno per la rete 5G. Grazie al passaggio dal codec Mpeg-2 a quello Mpeg-4 è possibile trasmettere più emittenti su una stessa frequenza ma, nonostante ciò, in molte zone d’Italia le frequenze restanti saranno comunque troppo poche.

In Sardegna, ad esempio, già dal 15 novembre (e fino al 2 dicembre) si sta procedendo a spegnere i ripetitori TV che trasmettono su frequenze della banda 700 MHz. In gran parte dell’isola il processo è già terminato, restano solo i territori dell’Ogliastra e di Sarrabus.

Sono state 42 le domande di nuove frequenze da parte delle emittenti locali sarde, ma solo 29 sono state accettate dal Ministero dello Sviluppo Economico.

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