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Digitale Terrestre: quando finiremo di risintonizzare?

Milioni e milioni di italiani sono ancora ostaggi del "refarming" delle frequenze TV e sono costretti a risintonizzare i canli in continuazione, ma quando finirà tutto questo?

Da mesi, ormai, i telespettatori italiani della piattaforma Digitale Terrestre sono costretti a frequenti risintonizzazioni per vedere i propri canali preferiti. Purtroppo la situazione non migliorerà a breve e c’è da attendere ancora qualche settimana prima che la situazione si stabilizzi definitivamente.

Il Digitale Terrestre, infatti, entrerà in una situazione di sostanziale stabilità a partire da luglio e almeno fino a fine anno. Poi, nel 2023, in teoria dovrebbe scattare un ulteriore step tecnico dello switch off (cioè il passaggio al codec HEVC Main10) che, però, è al momento congelato visto che è passato dall’essere obbligatorio all’essere facoltativo per gli editori TV. Visti i tempi non rosei, e le ingenti spese affrontate dalle aziende del settore TV negli ultimi anni, è difficile che gli editori vogliano avventurarsi anche in questa nuova impresa. Nelle prossime settimane, comunque, sono oltre 18 milioni gli italiani che dovranno prendere in mano il telecomando per risintonizzare.

Switch off: a che punto siamo

Come ormai abbiamo imparato un po’ tutti, alla base della necessità delle frequenti risintonizzazioni dei canali c’è il cosiddetto "refarming" delle frequenze TV. Con questo termine si intende l’obbligo per gli editori TV di cedere alcune frequenze agli operatori telefonici, che le hanno già acquistate all’asta per espandere la rete 5G italiana.

Il refarming va per aree geografiche e, al momento, è in corso nell’area 4:

  • Marche
  • Abruzzo
  • Molise
  • Puglia
  • Basilicata
  • Calabria
  • Sicilia

In queste 7 regioni italiane, che hanno circa 15 milioni di abitanti in tutto, dal 1° marzo al 15 maggio è in corso la liberazione delle frequenze della banda 700 MHz e questa operazione comporta la necessità di risintonizzare i canali.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, tramite il suo sito Web ufficiale, rende noto che la procedura di refarming è stata completata, a livello nazionale, solo al 60%.

Switch off: a chi tocca adesso

Ancor prima che l’area 4 finisca la procedura di refarming, ci sarà entrata l’area 1b composta da 5 regioni italiane, con oltre b:

  • Liguria
  • Toscana
  • Umbria
  • Lazio
  • Campania

In questi territori il refarming avverrà tra il 1° maggio e il 30 giugno 2022. Al 1° luglio, quindi, in tutta Italia le frequenze della banda 700 MHz saranno state liberate e terminerà ufficialmente una fase difficile (e fastidiosa, per gli utenti) dello switch off al nuovo digitale terrestre di seconda generazione DVB-T2.

Che succede dopo il 30 giugno

In teoria, niente: al 30 giugno sarà finito il refarming e inizierà una fase di stabilità, senza ulteriori spostamenti di frequenze o di numerazione dei canali TV del Digitale Terrestre.

Qualche spostamento ci potrà ancora essere, ma non sarà dovuto ad una procedura nazionale imposta dal Governo e, certamente, si tratterà di casi isolati sparsi sul territorio.

A partire da gennaio 2023, invece, potrebbe iniziare il passaggio allo standard di compressione HEVC Main10 che, però, dovrebbe essere indolore per la maggior parte degli utenti che oggi riescono a vedere i canali HD trasmessi in Mpeg 4.

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