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SCIENZA

L'Egitto stupisce ancora: emersi nuovi reperti archeologici di grande valore

Una nuova missione archeologica ha portato alla luce un cimitero e quattro piccoli templi a Saqqara, in Egitto: ancora una volta gli studiosi si sono trovati di fronte a intriganti misteri ed enigmi

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Se c’è uno storico regno che continua a stupirci con le sue rivelazioni, è sicuramente l’Antico Egitto. Non è un caso che gli archeologi continuino a esplorare le sue zone storiche: ogni missione assicura nuovi esaltanti risultati. L’ultima, in ordine di tempo, riguarda la necropoli di Saqqara, dove è stato rinvenuto un cimitero tanto piccolo quanto ricco di misteri.

Saqqara, la necropoli ricca di tesori

Prima di raccontare nel dettaglio la straordinaria scoperta, dobbiamo necessariamente fare una digressione sulla necropoli di Saqqara. C’è una ragione per cui quest’area è spesso protagonista di scoperte eccezionali: al suo interno ospita moltissimi complessi funerari, alcuni ancora nascosti sotto strati di roccia e sabbia. Il più famoso e importante è la piramide a gradoni di Djoser, che ha anche un importante primato: è in assoluto la più antica fra le piramidi.

Djoser fu un Re, fondatore dell’Antico Regno, che rimase sul trono per ben ventinove anni. Durante i suoi anni di reggenza, contribuì ampiamente allo sviluppo dell’architettura egizia e le sue azioni fecero sì che fosse un sovrano molto amato. Per questo intorno alla sua tomba sono stati realizzati altri luoghi di sepoltura: era credenza degli egizi pensare che più vicini si fosse al luogo dove giaceva il Re, più ci sarebbe potuti avvicinare agli dei per essere giudicati come meritevoli di un buon viaggio nell’oltretomba.

Gli scavi archeologici e le scoperte

Saqqara, pertanto, è uno dei siti archeologici più apprezzati e presi in esame dagli studiosi, che grazie alle antiche tombe e ai resti mummificati che vengono ciclicamente alla luce, possono cercare di ricostruire alcune delle fasi più antiche e ancora misteriose della storia degli egizi. Nello specifico, il recente ritrovamento ha visto protagonista una delegazione di archeologi olandese-italiana, con studiosi provenienti dal Museo di Leida e dal Museo Egizio di Torino.

Il team di ricercatori stava indagando in una regione ancora poco esplorata di Saqqara e si è imbattuta in un cortile colonnato. Le colonne in questione avevano basi in pietra e circondavano un pozzo, che, all’inizio, sembrava avesse “solo” una funzione sacra. La sua particolare conformazione ha però incuriosito gli scienziati, che, scavando con attenzione, si sono in effetti accorti del fatto che avevano in realtà di fronte un canale che portava a un luogo di sepoltura.

Il cimitero, i templi e i loro misteri

Il complesso funerario consta giusto di un paio di stanze predisposte a ospitare le tombe e di tre cubicoli, uno affiancato all’altro. Al suo interno è stato rinvenuto un dipinto delle persone che dovevano esservi sepolte: il funzionario Banhsi e sua moglie Baya. Bahnsi doveva essere un amministratore di un certo rango mentre la moglie, Baya, doveva essere una cantante: nel dipinto i due sono intenti ad adorare Hathor, la dea della danza e dell’amore.

Sempre in base a quanto rinvenuto, Bahnsi doveva avere una sorta di legame con una serie di famiglie importanti, ma non le sue relazioni non sono ancora chiare: «di certo – ha detto Mustafa Waziri, segretario generale del Ministry of Tourism and Antiquities – stiamo alzando il sipario su una serie di persone nuove, non conosciute nelle fonti storiche, che devono aver in qualche modo contribuito al regno di Djoser e/o a quello dei suoi successori».

Contestualmente al piccolo cimitero, i ricercatori della missione olandese-italiana hanno trovato anche quattro piccoli templi, due dei quali contenenti un certo numero di iscrizioni (ancora da decifrare) che sembrerebbero testimoniare i riadattamenti avvenuti all’interno della necropoli di Saqqara nel corso del tempo. I nuovi ritrovamenti, dunque, aprono una nuova serie di quesiti su quest’area già enigmatica: verranno mai risolti tutti?

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