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Quando si ha fame, si prova meno dolore: la spiegazione Fonte foto: iStock
SCIENZA

Quando si ha fame, si prova meno dolore: la spiegazione

È stato scoperto che davanti al bisogno primario di nutrirsi, una piccola popolazione di neuroni ipotalamici nel cervello si attiva sopprimendo la sensazione di dolore.

Provare dolore è un meccanismo di difesa che il nostro organismo attiva per segnalarci qualcosa che non va ed evitarci ulteriori rischi. Un gruppo di ricercatori dell’Università della Pennsylvania ha invece scoperto che, davanti al bisogno primario di nutrirsi, la sensazione di dolore di attenua. Lo studio è stato premiato il 30 ottobre con l’Eppendorf & Science Prize for Neurobiology 2021 e sarà pubblicato sul numero di novembre di Science. All’Agi la neuroscienziata a capo della ricerca Amber Alhadeff ha spiegato che "la fame cambia la nostra percezione del mondo".

Lo studio sulla fame che attenua il dolore

Potenzialmente l’essere umano prova le sensazioni di fame e dolore contemporaneamente. Il team di ricercatori ha esaminato proprio l’interazione tra queste percezioni. “Abbiamo scoperto che la fame – ha detto Alhadeff – attraverso l’attivazione di una piccola popolazione di neuroni ipotalamici nel cervello, sopprime fortemente il dolore".

Secondo la scienziata "questo circuito rilascia un peptide, il Neuropeptide Y nel romboencefalo, esercitando questi effetti antinocicettivi. Questi neuroni consentono agli individui, anche di fronte al dolore, di andare a trovare il cibo di cui hanno bisogno per sopravvivere".

Gli sviluppi offerti dalla ricerca sull’interazione tra fame e dolore

Lo studio fornisce interessanti spunti sulla comprensione della funzione e della regolazione fisiologica dei neuroni della fame nel cervello e approfondisce in che modo il bisogno di nutrirsi cambia la nostra percezione del mondo e come comunicano i segnali dall’intestino con i centri dell’appetito. "Eravamo anche interessati ai segnali che disattivano l’attività nei neuroni della fame – ha affermato la neuroscienziata dell’Università della Pennsylvania – in questo lavoro, abbiamo scoperto che i nutrienti nell’intestino sono i principali regolatori dei neuroni ipotalamici della fame".

Gli scienziati hanno scoperto che diversi nutrienti, come i grassi e gli zuccheri, coinvolgono diversi percorsi neurali del cervello intestinale per spegnere i neuroni della fame nel cervello. "Quindi, nel complesso, questi esperimenti caratterizzano davvero il modo in cui il rilevamento dei nutrienti nell’intestino coinvolge i percorsi neurali che comunicano con il cervello e, in definitiva, con i neuroni della fame, spegnendoli quando mangiamo cibo", ha detto ancora Alhadeff.

La ricerca potrebbe essere utile per individuare nuove terapie per curare disturbi alimentari, come l’obesità o tutto ciò che è correlato all’attivazione o meno della sensazione di fame. Un altro studio, invece, spiega come smettere di mangiare troppi dolci, mentre un team ha indagato quali sono gli effetti della dieta vegetariana.

Stefania Bernardini

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