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Spazio, per gli scienziati la fine della Terra è più vicina del previsto

Gli scienziati del Politecnico di Zurigo hanno lanciato l'allarme sulla velocità di raffreddamento del pianeta Terra

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Allarme degli scienziati svizzeri: la fine della Terra è più vicina Fonte foto: 123RF

A che ora è la fine del mondo? Era il lontano 1994 e Luciano Ligabue si poneva questa domanda un po’ macabra, forse la stessa che ha stuzzicato la mente di alcuni ricercatori del Politecnico di Zurigo. In effetti, questi scienziati svizzeri si sono resi conto di un dettaglio di non poco conto: la fine della Terra potrebbe essere più vicina di quello che ci si sarebbe aspettati. Come si è arrivati a una conclusione tanto allarmante? Tutta colpa del nucleo del nostro pianeta e del suo raffreddamento. Questo processo è naturale e viene tenuto costantemente sotto controllo, visto che è una temperatura indicativa per il futuro che andremo a vivere.

Sulla rivista scientifica Earth and Planetary Science Letters è apparso lo studio in merito alla presunta fine della Terra più rapida del previsto. Il ritmo di raffreddamento sarebbe più veloce di circa una volta e mezzo rispetto agli studi precedenti, una differenza che non può lasciare indifferenti. In poche parole, la conduttività termica tra il mantello del nostro pianeta ed il suo nucleo è superiore di 1,5 volte in confronto a quanto calcolato fino a pochi giorni fa. Alcuni esperimenti ad hoc hanno confermato questo allarme. In particolare, sono stati approfonditi tutti i materiali presenti nello stadio intermedio della Terra.

Una temperatura che continua a ridursi

La struttura interna del pianeta ha una caratteristica disposizione a strati: la crosta esterna è solida con tanto di silicati, mentre il mantello è più viscoso, senza dimenticare il nucleo esterno (liquido) e il nucleo solido. I già citati materiali dello stato intermedio sono in grado di condurre calore, ma il problema è rappresentato dal loro raffreddamento. Per la sua intera esistenza, la Terra ha visto ridursi la temperatura, anche se la velocità di questo processo fa dipendere molti fenomeni, come ad esempio le eruzioni dei vulcani e il movimento delle placche tettoniche. Una volta che il nucleo sarà completamente freddo, allora il nostro pianeta non sarà più attivo come gli altri, Marte e Mercurio in primis.

L’evoluzione della Terra

L’inizio della storia è stato ben diverso, come è facile immaginare. Circa 4,5 miliardi di anni fa, il pianeta era ricoperto da un vasto oceano di magma, con temperature molto elevate. Il raffreddamento progressivo ha portato alle condizioni attuali che consentono di vivere senza problemi. A questo punto si impone una domanda: per quando è prevista la fine della Terra? Con i dati che si hanno attualmente a disposizione, non è semplice rispondere e soprattutto calcolare la tempistica per il raffreddamento completo. Ecco perché si dovranno studiare con maggiore attenzione i moti convettivi del mantello e soprattutto il decadimento degli elementi radioattivi.

Per il momento ci si può fidare dei ricercatori svizzeri che hanno capito come esaminare gli strati del pianeta e avvicinarsi senza ansie alla fine della Terra. È stato infatti sviluppato un sistema che si basa sull’assorbimento ottico di un cristallo di bridgmanite (un minerale, silicato di ferro magnesio) che viene riscaldato con un laser pulsato e agevola la misura della conduttività termica. Di sicuro a questi scienziati non manca lo spirito di iniziativa e nei prossimi anni se ne saprà di più sull’annoso problema.

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