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SCIENZA

Ha due facce completamente diverse: la stella che ha lasciato tutti a bocca aperta

Ha due lati, uno fatto di idrogeno e l'altro di elio e non a caso l'hanno ribattezzata Giano: è una delle ultime straordinarie scoperte riguardanti la nostra volta celeste

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Una nana bianca Fonte foto: Illustrazione stella nana bianca - Istock

Ancora una volta, il nostro Universo riesce a sorprenderci: nonostante la consapevolezza che il suo vastissimo e sconfinato spazio nasconda ancora moltissime cose e contenga misteri ed enigmi da risolvere, una scoperta particolarissima ha lasciato tutti a bocca aperta. Nello specifico, è stata avvistata una stella con due facce completamente diverse, una nana bianca i cui due “volti” sono del tutto difformi: proprio per questo è stata ribattezzata Giano.

L’avvistamento della stella a due facce nel cosmo

Come sempre, è il caso di fare un passo indietro e capire come è avvenuto l’avvistamento. Un team di scienziati del California Institute of Technologys (CalTech) stava usando gli strumenti dell’Osservatorio Palomar di Caltech vicino a San Diego per svolgere un’indagine astronomica osservativa del cielo. In particolare la squadra di studiosi stava lavorando con lo Zwicky Transient Facility, uno strumento che permette una scansione certosina e accurata del cielo notturno.

L’obiettivo era quello di individuare resti di stelle morenti e residui di scie luminose vicini al nostro pianeta. Gli strumenti dell’Osservatorio erano tutti puntati in direzione della Costellazione del Cigno, quando gli scienziati hanno captato uno strano segnale cosmico che sembrava provenire da uno dei “cadaveri di stella” che avevano in mente di analizzare. Stupiti dal segnale, gli scienziati hanno spostato tutti gli strumenti sul corpo celeste, ed eccola lì: una stella con due facce.

Giano, la stella bifronte

La stella è stata subito ribattezzata Giano, proprio come la divinità del pantheon romano caratterizzato da due volte ed esattamente come il dio, è bifronte: la sua superficie, molto simile a un globo, ha una prevalenza di due diversi elementi sulle sue due metà. Su un fronte la stella è ricca di idrogeno, mentre sull’altra è carica di elio. E anche se la divisione potrebbe non essere 50-50, la discrepanza è evidente, perfettamente visibile e rilevabile.

Ma come mai? A cos’è dovuta questa particolarità? È proprio questo che stanno cercando di capire gli scienziati, che avranno modo di osservare Giano molto attentamente (e a lungo) dato che la stella si trova nella nostra galassia, la Via Lattea, a “soli” 1.300 anni luce dalla Terra. Intanto, una cosa è certa: Giano è una nana bianca.

Nane bianche e anomalie stellari

Per chi non lo sapesse, una nana bianca è generalmente il risultato della morte di alcune stelle, l’ultimo stadio osservabile dell’evoluzione delle stelle di piccola e media massa. È una stella di dimensioni ridotte che emette una luce molto tenue, tendente al bianco, ma nonostante questo è anche uno dei corpi celesti più densi dell’Universo. La sua composizione, in genere, rispecchia lo stadio a cui si sono arrestate le reazioni di fusione nucleare, ed è per questo che ci sono diverse tipologie di nane bianche: all’elio, al carbonio-ossigeno, all’ossigeno-neon-magnesio.

Fatto presente ciò, appare ancor più ovvio perché Giano sia un’anomalia: anche se elio e idrogeno sono caratteristici delle composizioni delle nane bianche, una coesistenza così netta non è mai stata rilevata. In passato, al più, era stata teorizzata, ma non dimostrata fisicamente. Giano rappresenta la primissima volta, dunque, in cui i due elementi sono presenti su una stella simile con una separazione così netta.

Adesso, gli scienziati stanno cercando di capire perché Giano sia in questo stato. Secondo gli scienziati potrebbe aver raggiunto l’arresto delle reazioni di fusione nucleare in un periodo in cui idrogeno ed elio si stavano mescolando insieme, o forse semplicemente il corpo celeste ha dei campi magnetici asimmetrici. Non c’è nulla di sicuro, per il momento, a parte il fatto che le sue osservazioni proseguiranno e che gli scienziati avranno molto da analizzare prima di giungere a una conclusione ufficiale.

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