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SCIENZA

Scoperto un altro pianeta potenzialmente abitabile: è proprio come la Terra

Gli astronomi hanno trovato un altro pianeta simile alla Terra (e anche abbastanza "vicino" a noi): possiede alcune caratteristiche davvero peculiari.

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Un altro pianeta simile alla Terra Fonte foto: 123RF

Le imperscrutabili profondità dello spazio celano ancora molti segreti, ed è ogni volta una vera emozione quando uno di essi viene finalmente svelato. Gli astronomi continuano a scandagliare l’Universo alla ricerca di pianeti, immaginando di poter trovare un giorno tracce di vita aliena. Per il momento dobbiamo accontentarci di giganti gassosi e di una piccola manciata di pianeti rocciosi che somigliano molto alla Terra: di recente ne è stato scoperto uno potenzialmente abitabile, che presenta caratteristiche davvero interessanti.

Wolf 1069 b, un pianeta molto simile alla Terra

Fino a oggi, gli scienziati hanno scoperto oltre 5.000 esopianeti – ovvero pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare. Ma solo alcuni di questi potrebbero permettere la vita: è il caso di Wolf 1069 b, individuato da un team di esperti tedeschi del Max Planck Institute for Astronomy. Questo pianeta roccioso si trova nella Costellazione del Cigno, a circa 31 anni luce da noi, e orbita attorno a una stella nana rossa, dalla quale è distante appena 10 milioni di chilometri (quasi un quindicesimo della distanza che separa la Terra dal Sole). Nonostante sia così vicino alla sua stella, il pianeta si trova nella fascia di abitabilità conservativa, ovvero la zona in cui ci sono tutte le condizioni affinché l’acqua possa presentarsi allo stato liquido.

Sono molte le caratteristiche che fanno di Wolf 1069 b un esopianeta molto somigliante al nostro. Ad esempio, possiede una massa che è appena 1,26 quella della Terra, e secondo gli astronomi avrebbe un’atmosfera e un campo magnetico abbastanza simili. C’è però una peculiarità che lo contraddistingue: il suo moto di rotazione e quello di rivoluzione sono sincronizzati, motivo per cui il pianeta presenta una faccia sempre esposta alla luce della sua stella (dove quindi vige il giorno perenne) e una sempre al buio.

La scoperta di questo pianeta, di cui si parla in un articolo pubblicato su Astronomy & Astrophysics, è avvenuta grazie ai dati raccolti da Carmenes, lo spettrografo installato presso l’Osservatorio di Calar Alto, in Spagna. Tuttavia, l’attuale tecnologia non permette di approfondire molto la conoscenza di Wolf 1069 b: stando agli esperti, potrebbe volerci ancora una decina d’anni prima che l’uomo sia in grado di dare uno sguardo più da vicino al pianeta.

Extremely Large Telescope, la tecnologia spaziale più avanzata

Scandagliare lo spazio profondo alla ricerca di pianeti simili alla Terra è l’obiettivo dell’Extremely Large Telescope (ELT), il telescopio ottico di nuovissima generazione attualmente in costruzione presso Cerro Armazones, in Cile. Si tratta di uno strumento potentissimo che andrà a sostituire il Very Large Telescope, anch’esso situato nel deserto cileno. L’ELT vanta un sistema ottico a 5 specchi che permetterà agli astronomi di osservare l’Universo visibile con un’accuratezza 16 volte superiore rispetto a quella del telescopio spaziale Hubble.

Oltre a poter individuare pianeti rocciosi ben più piccoli di quelli che gli odierni strumenti permettono di scoprire, il telescopio sarà dotato di uno specchio che consentirà lo studio dell’atmosfera degli esopianeti. Sarà dunque di fondamentale importanza nel catturare nuove, preziosissime informazioni su quei corpi celesti che somigliano alla Terra. Dovremo però attendere ancora un po’: la sua prima luce – ovvero la prima immagine che registrerà – era prevista per il 2025, ma a causa della pandemia è slittata al 2027.

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