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La guerra in Ucraina complica le missioni marziane Fonte foto: ESA/ATG medialab
SCIENZA

Guerra in Ucraina, l'amara decisione dell'ESA dopo decine di anni di lavoro

Ormai la guerra in Ucraina rende impossibili le partnership spaziali e una delle conseguenze più gravi è il blocco della missione ExoMars

I circa 250 milioni di chilometri che separano la Terra da Marte sono diventati ancora più distanti a causa della guerra in Ucraina, che infuria ormai da quasi un mese. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha deciso di sospendere il programma che l’avrebbe portata allo sbarco sul tanto sognato pianeta rosso nel corso del 2022 insieme alla Russia, una marcia indietro che non è stata affatto semplice da “ingranare".

Le collaborazioni con Mosca dal punto di vista scientifico e tecnologico stanno venendo meno e una delle prime vittime di questa situazione è ExoMars, il nome affibbiato al programma del vecchio continente per esplorare appunto la superficie marziana, un progetto a dir poco ambizioso.

L’obiettivo è quello di comprendere meglio il pianeta e scoprire se ci siano state tracce di vita in passato, ma la guerra in Ucraina ha rimesso tutto in discussione. Già all’inizio del mese di marzo, l’ESA era stata piuttosto chiara da questo punto di vista, mettendo in dubbio lo svolgimento della missione, un rischio che si è concretizzato giorno dopo giorno. In base a quanto si legge nell’annuncio ufficiale, l’agenzia spaziale continentale non ritiene possibile cooperare con la sua omologa russa, Roscosmos, di conseguenza bisognerà valutare altre opzioni per il futuro. Cosa potrebbe accadere in questo caso?

I rischi delle future missioni

Collaborare con i russi sarà complicato anche a conflitto finito, dunque per implementare ExoMars occorre valutare altri partner. In particolare, la guerra in Ucraina sta obbligando l’ESA a prendere in considerazione una revisione dei voli di primo utilizzo di Ariane 6, il razzo nuovo di zecca destinato a decollare proprio nel corso del 2022. Di sicuro Roscosmos non la prenderà bene. Le sanzioni alla Russia mettono a rischio la Stazione Spaziale Internazionale e nei giorni scorsi l’agenzia di Mosca ha sottolineato come la mancata operazione potrebbe addirittura provocare la caduta incontrollata dell’ISS sulla Terra. L’ESA vuole però andare dritta per la propria strada, quindi il calendario delle missioni rimane incerto come non mai.

La possibile collaborazione con gli Stati Uniti

Il 2022 non sarà l’anno di ExoMars e, visto che la collaborazione con la Russia rimane altamente improbabile, persino il 2024 non dovrebbe essere il momento giusto per il decollo tanto atteso. Al momento l’agenzia spaziale europea è in contatto con i colleghi della NASA, motivo per cui non è da escludere una collaborazione tra Europa e Stati Uniti, ringraziati pubblicamente per aver fornito “aiuto e supporto nel trovare nuove soluzioni". L’ipotesi che va per la maggiore è quella del 2026 come anno ideale per il lancio di ExoMars, nonostante non sarà affatto semplice dal punto di vista finanziario.

Tra l’altro, è necessario tenere in considerazione un dettaglio di non poco conto. Il decollo con tutto questo ritardo porta ad una manutenzione periodica e costosa, con elementi obsoleti da rimpiazzare, meccanismi da sottoporre a pulizia costante e un impegno indefesso da parte di scienziati ed ingegneri. L’anno in corso sarebbe stato l’ideale per scoprire Marte, pianeta che sta rivelando diverse sorprese al mondo, una serie di scoperte rese possibili dalla presenza dell’infaticabile rover Perseverance sul pianeta rosso da un anno a questa parte.

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