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Guerra in Ucraina, anche la scienza si muove: la decisione del Cern Fonte foto: 123rf
SCIENZA

Guerra in Ucraina, anche la scienza si muove: la decisione del Cern

Il Cern sospenderà le collaborazioni attive con la Russia e non ne inizierà di nuove: La decisione dell'Organizzazione di Ginevra dopo l'invasione dell'Ucraina

La guerra in Ucraina continua, e con essa i bombardamenti, le morti dei civili e le persone in fuga dal Paese. Ma continuano anche le sanzioni dell’occidente sull’economia e sui ricchissimi oligarchi russi: anche il mondo dello sport, quello della pubblicità e dell’intrattenimento hanno deciso di recidere contratti e rappresentanze e chiudere sedi istituzionali in Russia, che oggi si vede precluso anche il mondo dello spazio e che ha la sua dose di difficoltà anche online, con agguerriti gruppi di hacker che minano e sabotano la rete internet.

Si è mosso anche il mondo della scienza, tra molte polemiche: è arrivata ieri una decisione molto grave del Cern di Ginevra, in Svizzera.

Il Cern e la Russia

Il Cern è l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. Ha la sua sede a Ginevra, in Svizzera, ed è la fucina e il nido di molte delle più grandi menti in campo fisico. È uno dei pochi laboratori con un acceleratore di particelle di ultimissima generazione. Lo guida l’italiana Fabiola Giannotti.

È stato fondato nel 1954 da 12 Paesi. Oggi sono 23 quelli che fanno parte di questa Organizzazione: a questi devono essere aggiunti anche i Paesi osservatori. La differenza tra membri e osservatore è che i primi pagano una "retta", i secondi invece no. Non si tratta solo di Paesi dell’Unione europea, ma anche di Stati extra-UE: gli Stati Uniti, per esempio, sono osservatori al Cern.

Tra questi ci sono anche la Russia e l’Ucraina. La prima è Paese osservatore, la seconda invece è un membro a tutti gli effetti.

La decisione del Cern

Ieri l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare ha condannato l’invasione di Vladimir Putin in Ucraina, e come conseguenza di questo gesto ha deciso di sospendere lo stato di osservatore alla Russia. Questo vuol dire "congelare" i quasi mille scienziati russi che collaborano con il Cern: l’8% dei 12mila ricercatori coinvolti a Ginevra.

Nel dettaglio, il comunicato del Cern aggiunge che "non intraprenderà nuove collaborazioni con la Federazione Russa e le sue istituzioni fino a nuovo avviso". La decisione è stata presa da una seduta straordinaria del Consiglio dell’Organizzazione, dedicata proprio alla guerra che la Russia sta portando avanti in Ucraina.

"I 23 Stati membri del Cern – si legge nel comunicato – condannano con la massima fermezza l’invasione militare dell’Ucraina da parte della Federazione Russa e deplorano la conseguente perdita di vite umane e l’impatto umanitario".

Il Cern ha anche manifestato solidarietà verso tutte le persone e gli scienziati russi che si oppongono alla decisione del loro presidente, e ha sottolineato che si adeguerà alle decisioni di Stati Uniti e Unione Europea, con le loro sanzioni. Infatti la sospensione della Russia e lo stop a nuove collaborazioni con il Paese potrebbero non essere le uniche prese di posizione da parte del Cern, che dice di rimanere vigile osservatore dello svolgersi degli eventi.

La decisione ha suscitato alcune polemiche nella comunità scientifica internazionale, ma per il momento la scelta dei 23 paesi membri del Cern non sembra possa essere ritrattabile.

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