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SCIENZA

Un'impronta in Terra Santa: emozionanti scoperte durante gli scavi

È emozionante, ma anche estremamente misteriosa: a Gerusalemme è stata scoperta un'impronta, incisa nel muro di un fossato. E gli archeologi si stanno interrogando sul suo (strano) significato

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Lo sappiamo bene: l’archeologia è una disciplina affascinante e gli scavi archeologici sono sempre paragonabili a delle porte che si aprono su mondi antichi, complessi e tutti da decifrare. Una di queste porte si è aperta di recente in quel di Israele, con il ritrovamento di un’impronta in Terra Santa che sta davvero ossessionando gli studiosi che l’hanno rinvenuta.

Attenzione: non si tratta di un’impronta qualsiasi, ma di un segno molto specifico: una mano che è stata impressa su un’antica fortificazione difensiva. A oggi il suo significato resta sconosciuto, eppure è così accurata da far pensare che avesse un compito specifico. Ed è proprio su questo che gli archeologi stanno dibattendo.

Gli scavi a Gerusalemme e la strana impronta

Negli ultimi tre anni, dopo la battuta d’arresto legata alla pandemia globale, la Israel Antiquities Authority (Autorità per le Antichità Israeliane) ha lanciato diverse campagne di scavi in Terra Santa, che hanno portato a straordinarie scoperte e ritrovamenti. Molteplici squadre di studiosi sono impegnate su aree molto specifiche, fra le quali compare la Sultan Suleiman Street, una strada di Gerusalemme dove antico e moderno si incontrano.

Proprio qui, tra la Porta di Damasco e la Porta dei Leoni, si trova una parte della fortificazione che seguiva il perimetro dell’antica città, un fossato, dove sono stati rinvenuti quasi intatti degli elementi che, secondo gli archeologi, risalgono almeno al X secolo d.C.

La scoperta era già di per sé molto importante perché l’ammodernamento della città ha portato, in determinate aree, all’occultamento (o addirittura alla cancellazione) di elementi storici fondamentali, ma ecco la cosa davvero interessante: un’intrigante impronta a forma di mano, scolpita al centro di una sezione del fossato.

Il significato dell’impronta a forma di mano

Zubair Adawi, direttore degli scavi, è stato il primo ad accorgersi dell’impronta e a porsi delle domande sul suo significato che, però, resta misterioso: «Il fossato, che circonda l’intera città vecchia, risale a circa 1000 anni fa e sicuramente la sua funzione era quella di impedire al nemico che assediava Gerusalemme di entrare. Non è però chiaro cosa simboleggi questa misteriosa impronta: è un segnale? Uno scherzo? O voleva dirci qualcosa di più su coloro che assediavano o presidiavano il fossato?».

Secondo Adawi e il dottor Amit Re’em, direttore dell’Israel Antiquities Authority – Sezione di Gerusalemme, per venire a capo del significato di questa mano del contesto occorreranno anni di studi: «Gli eserciti che tentavano di prendere la città nel Medioevo hanno sicuramente dovuto attraversare il fossato, ma i difensori erano altrettanto impegnati a presidiarne l’integrità nei momenti di pace. In più, c’erano tunnel segreti nelle fortificazioni, alcuni dei quali già scoperti dai nostri archeologi. L’impronta potrebbe essere qualsiasi cosa e indicare qualsiasi cosa».

I prossimi studi e le comparazioni

Per cercare, dunque, di capire definitivamente il significato dell’impronta, gli archeologi condurranno degli studi e delle indagini, preservandone la posizione e cercando di non essere invasivi. In più, stando a quanto dichiarato da Adawi, verranno fatte delle comparazioni sui siti dove sono stati scoperti edifici difensivi e fortificazioni particolarmente resistenti, per rintracciare eventuali impronte analoghe o, quantomeno, segnali simili.

«Nel corso dei secoli – ha concluso Adawi – molti hanno sognato e combattuto per Gerusalemme: le fortificazioni della città sono la più alta testimonianza di questi combattimenti e ci ricordano i drammatici eventi e gli sconvolgimenti che ha subito. Se l’impronta ha un valore per la storia militare della città, lo scopriremo. E faremo tutti gli sforzi possibili per raccontare ciò che abbiamo scoperto al mondo».

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