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L'Intelligenza Artificiale cambia il modo di prenotare le vacanze Fonte foto: 123RF
SCIENZA

L'Intelligenza Artificiale cambia il modo di prenotare le vacanze

Grazie ai chatbot, sempre più comuni, è possibile prenotare un volo o un albergo in maniera più smart e avere un assistente personale durante le vacanze

Sono ufficialmente tornate le vacanze e i viaggi, dopo due anni di pandemia in cui spostarsi è stato abbastanza complicato. E le compagnie aeree e quelle di viaggio stanno facendo di tutto per rendere spostamenti e vacanze più smart e accessibili per tutti, anche coinvolgendo le nuovissime tecnologie.

I chatbot

Con IA, o Intelligenza Artificiale, intendiamo algoritmi o software che sono in grado di apprendere e di agire razionalmente. Un comportamento simile quindi a quello degli esseri umani. Recentemente la notizia che due bot su Facebook avevano inventato un loro linguaggio aveva creato scompiglio, e spinto gli esperti a interrogarsi sulla loro pericolosità. Vivono di luci e ombre (Stephen Hawking stesso ci ha messi in guardia sul futuro dell’Intelligenza Artificiale), ma sono sicuramente utili nella vita quotidiana e per il futuro delle aziende.

Una delle applicazioni pratiche dell’Intelligenza Artificiale sono i chatbot, software in grado di portare avanti una conversazione con un interlocutore umano, fatta di domande e risposte.

Sono algoritmi costruiti e programmati a questo scopo, per essere in grado di processare il linguaggio comune degli esseri umani. Ricevono una domanda, la rielaborano in dati, ne ricostruiscono il contesto e l’intento e danno una risposta pertinente, tutto nel giro di qualche secondo.

L’Intelligenza Artificiale al servizio dei viaggiatori

I chatbot vengono ormai usati sempre più spesso, perché vanno incontro a una delle esigenze sempre più comuni tra vacanzieri e viaggiatori: la flessibilità e la possibilità di adattare gli spostamenti e i viaggi alle proprie esigenze – che sono personali, e quindi per definizione devono rispondere a preferenze “uniche".

Ne esistono di due tipi: i chatbot che usiamo durante il viaggio vero e proprio, che ci aiutano a districarci in una città nuova, a capire come funzionano i mezzi di trasporto, quando costa un museo o in quale ristorante è meglio mangiare. E poi ci sono i chatbot che ci permettono di prenotare un viaggio o un soggiorno, e che quindi funzionano un po’ come un Servizio Clienti. E poi sono sempre più comuni gli ibridi, cioè gli algoritmi in grado di prenderci per mano e darci assistenza prima e durante una vacanza.

Di solito i chatbot sono in grado di dare risposte esaustive e corrette in pochi secondi, e sono anche in grado di prenotare in autonomia un hotel o un volo.

Ci sono degli esempi: la prima è stata, nel 2017, la compagnia aerea spagnola Vueling, con il suo sistema EVA, che invia promemoria e guida il viaggiatore dentro gli aeroporti. Poi la compagnia aerea di bandiera dei Paesi Bassi, la KLM Royal Dutch Airlines, si è inventata un chatbot attivo sul Messanger di Facebook e su Google Assistant che aiuta i clienti a prenotare un volo semplicemente rispondendo ad alcune domande, senza la necessità di aprire la pagina web dell’azienda. Funziona anche con comando vocale, se collegato all’home assistant di Google. Infine, Lufthansa ha Mildred, che cerca i voli scontati su un periodo di nove mesi. E poi c’è Rose, il concierge via chatbot dell’hotel Cosmopolitan di Las Vegas, negli Stati Uniti.

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