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Internet via satellite: c'è un bilocale in orbita

Un satellite artificiale grosso quanto un bilocale mette a rischio l'osservazione dello spazio e la radio astronomia, ed è solo l'inizio di una corsa allo spazio che preoccupa gli scienziati

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Portare la connessione Internet ovunque nel mondo potrebbe costarci l’osservazione dello spazio. E’ l’allarme lanciato su Nature da un lungo elenco di astronomi associati alla IAU, la International Astronomical Association. Gli astronomi puntano il dito contro le migliaia di satelliti già in orbita e, soprattutto, su quelli che sta per lanciare l’americana AST SpaceMobile, i cosiddetti BlueWalker 3.

BlueWarker 3: un bilocale nello spazio

Il 10 settembre 2022 AST SpaceMobile ha lanciato in orbita bassa un prototipo di nuovo satellite chiamato BueWalker 3. La caratteristica peculiare di questo satellite è anche quella che allarma di più gli astronomi: ha una antenna che, una volta aperta completamente, occupa una superficie di 64 metri quadrati.

Praticamente un bilocale che galleggia nello spazio e che, in determinati casi, si vede ad occhio nudo dalla terra persino meglio della gran parte delle stelle visibili in cielo.

Gli astronomi della IAU sanno che ciò è un problema, tanto è vero che hanno istituito il CPS, Centre for the Protection of the Dark and Quiet Sky from Satellite Constellation Interference. L’idea del CPS è nata nel 2019, dopo il lancio dei primi 60 satelliti della costellazione Starlink di Elon Musk (che adesso conta oltre 3.000 satelliti in orbita terrestre bassa).

A rischio i telescopi terrestri

Secondo gli astronomi della IAU, a prescindere dalla loro grandezza, che è un problema per l’osservazione a occhio nudo e per l’inquinamento luminoso generato, questi satelliti creano anche un enorme problema tecnico ai telescopi terrestri che osservano lo spazio.

I satelliti per le connessioni Internet, infatti, sono “ripetitori cellulari nello spazio” che usano in orbita le stesse frequenze radio usate anche a terra. Frequenze che disturbano, e non poco, l’operato dei telescopi usati dagli astronomi.

Il problema principale, infatti, è che questi satelliti non hanno alcun limite di potenza per i trasmettitori, a differenza dei ripetitori terrestri che sono strettamente normati e controllati.

La corsa verso lo spazio

Una delle caratteristiche tecniche più avanzate di iPhone 14, iPhone 15 e dei recenti top di gamma Android e Huawei è la possibilità di connettere lo smartphone ai satelliti per inviare e ricevere messaggi di SOS bidirezionali.

L’ultima frontiera di Internet è l’uso dei satelliti per la connessione da quasi ogni parte del globo, anche in movimento, anche in mezzo al mare, persino a bordo di aerei di linea e jet privati. E’ ciò che propone Starlink, che è l’azienda di Internet satellitare con la flotta di satelliti più ricca oggi al mondo e l’unica con una vera e propria offerta commerciale già disponibile per i clienti.

Starlink è anche la più famosa e non solo grazie al suo vulcanico proprietario, ma anche perché i suoi satelliti sono spesso visibili ad occhio nudo: sono i famosi “trenini” che si vedono in cielo, delle linee luminose tratteggiate visibili da terra a occhio nudo.

A far concorrenza a Starlink ci penserà Amazon, con il suo Project Kuiper che, però, è decisamente indietro rispetto al concorrente. Poi ci sarà una terza azienda americana, la già citata AST SpaceMobile che punta su meno satelliti, ma molto più grandi, e l’inglese OneWeb. Poi ci sono i progetti cinesi, come quelli di China Aerospace, sui quali come al solito le notizie ufficiali sono scarsissime, e in futuro arriveranno anche quelli delle compagnie di telecomunicazioni indiane.

Alla luce di tutti questi progetti, sempre secondo gli astronomi della IAU, nel giro di pochi anni i satelliti commerciali per le telecomunicazioni presenti in orbita bassa potrebbero diventare oltre 100.000.

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