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IPhone 15: per ripararlo serve l'approvazione di Apple

IPhone 15, per riparare lo smartphone di Apple servirà l’autorizzazione dell’azienda. Si riaccende il dibattito sul diritto alla riparazione dei device elettronici

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riparazione smartphone Fonte foto: Olexandr - stock.adobe.com

I nuovi iPhone 15 stanno per arrivare sul mercato ma, a pochi giorni dall’attesissimo evento, iFixit (il celebre sito specializzato nella riparazione di dispositivi elettronici) ha abbassato il punteggio di riparabilità di iPhone 14, portandolo da 7 a 4 punti, considerando dunque la riparazione “sconsigliata“.

Il perché di questa revisione è dovuto ai problemi di accoppiamento tra i componenti sostituiti e l’iPhone che li riceve. La maggior parte degli interventi eseguibili, infatti, richiede l’approvazione di Apple e l’acquisto del pezzo da sostituire tramite i loro canali ufficiali.

Oltretutto la riparazione va convalidata tramite l’apposita chat con cui vanno comunicate tutta una serie di informazioni riguardo i componenti utilizzati e l’iPhone in cui verranno installati.

iPhone 15, come funziona l’approvazione di Apple

iPhone 15, stando sempre alle dichiarazioni di iFixit, avrebbe dovuto seguire la strada già tracciata con iPhone 14, ed essere considerato “di facile riparazione“. Una scelta che il sito ha valutato positivamente, lodando l’intento di Apple di semplificare la vita ai riparatori di smartphone.

Purtroppo però, i problemi di accoppiamento tra i nuovi componenti e gli iPhone riparati limita fortemente la libertà dei professionisti e iFixit non ha potuto fare altro che abbassare drasticamente il punteggio di riparabilità.

La questione sulla compatibilità dei componenti è semplice: quando si acquista un pezzo per un iPhone da riparare, questo ha un numero di serie che viene associato a uno specifico smartphone.

Se uno di questi componenti viene utilizzato su un altro device (nel migliore dei casi) ci si troverà davanti a un messaggio di errore che invita a cercare ulteriori informazioni al riguardo.

In altri casi, invece, si registra un peggioramento delle performance dello smartphone con l’utente che verrà avvisato dei “problemi di compatibilità“.

Chiaramente un device in queste condizioni, generalmente, è inutilizzabile e perciò Apple “spinge” implicitamente gli utenti ad affidarsi esclusivamente ai suoi canali ufficiali e questo a prescindere dalla qualità dei componenti e dalla bravura del tecnico che esegue la riparazione.

La cosa penalizza molto i piccoli riparatori indipendenti che, spesso, prelevano parti da device non funzionanti per riciclarle su quelli riparabili.

Tuttavia, il discorso si applica anche a quei ricambi di altissima qualità che, pur mantenendo inalterate le performance del device, comunque devono essere approvati dal colosso di Cupertino.

Apple e il diritto alla riparabilità

Il cambio di opinione di iFixit arriva proprio a ridosso dell’appoggio di Apple alla legge sul diritto alla riparazione in California.

Secondo la norma i vari i produttori dovranno fornire i ricambi e gli strumenti per la diagnostica e per le riparazioni per un periodo di tempo che va dai tre fino ai sette anni dal termine della produzione del device in questione

Apple, come ben noto, un tempo si opponeva a questa legge ma, solo poche settimane fa, l’azienda di Cupertino inaspettatamente si è detta a favore, appoggiando le richieste del movimento Right to Repair.

Oltre a questo, il colosso tecnologico ha lanciato anche l’iniziativa Self Service Repair, che fornisce ai consumatori i ricambi e la documentazione per effettuare in autonomia diverse riparazioni (e anche uno strano kit da circa 36 chili di peso).

Purtroppo, però, con i problemi sull’accoppiamento dei componenti la questione rimane comunque irrisolta e, nonostante l’appoggio di Apple alla causa del self-repair, riparare il proprio iPhone è ancora complicato e questo rappresenta un grosso limite alla libertà dei riparatori e degli utenti.

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