puntini gialli Fonte foto: EFF
SICUREZZA INFORMATICA

La tua stampante scrive messaggi segreti e tu non lo sapevi

Quasi tutte le periferiche lasciano dei puntini gialli sulle pagine stampante che possono essere utilizzati per scoprire l’orario e il luogo di stampa

Avete mai fatto caso che quando stampiamo alcuni documenti, nelle pagine si notano dei piccoli puntini gialli? Ad occhio nudo sono quasi impercettibili, ma utilizzando i giusti strumenti diventano molto visibili. Fin qui tutto normale, se non fosse che tramite questi puntini gialli è possibile scoprire a che ora e in quale luogo sono stati stampati i documenti.

La questione dei “puntini gialli” è conosciuta dagli esperti da almeno un decennio, ma ora è salita all’onore delle cronache, dopo che Reality Leigh Winner, una giovane ragazza di 25 anni che collabora con il Governo federale degli Stati Uniti è stata arrestata per aver rivelato informazioni riservate. La ragazza aveva inviato al sito web The Intercept dei documenti riservati della National Security Agency dove erano rivelati dei tentativi da parte degli hacker russi di manipolare le ultime elezioni statunitensi. Il sito web, prima di pubblicare il file, ha chiesto conferma alla NSA della veridicità dei documenti e glieli ha inviati.

Purtroppo per la ragazza (che sembra abbia confessato), nel file inviato dal sito web alla NSA, apparivano dei puntini gialli che sono stati utilizzati dall’agenzia statunitense per risalire alla ragazza. Infatti, alcuni esperti hanno notato che decifrando i puntini gialli venivano fuori delle informazioni molto interessanti: il giorno e l’orario della stampa (6:20 del 9 maggio 2017), e il modello di periferica utilizzata (numero di serie 535218 o 29535218). Per l’Agenzia statunitense, dopo aver ottenuto questi dati, è stato semplicissimo risalire all’identità della ragazza. Il caso ha fatto nascere un vero e proprio dibattito internazionale sull’utilizzo di questi puntini gialli. Sono legali o rappresentano una violazione dei diritti umani? Il dibattito è ancora in corso e oramai va avanti da una decina di anni.

Cosa è la stenografia di stampa

La presenza di puntini nelle pagine stampate da alcune periferiche a colori non è certo una novità. È dagli anni ’90 che questa pratica è conosciuta, ma è solo dagli ultimi anni che alcune associazioni denunciano la violazione del diritto alla privacy dell’utente. Infatti, i puntini gialli hanno la stessa funzione di una firma digitale e rivelano l’identità dell’utente che l’ha stampata. Questo sistema è noto come stenografia di stampa e non viene utilizzato solamente nella stampa di documenti, ma anche nelle banconote. Ad esempio, sulle banconote degli Euro è presente quella che in gergo viene definita “Costellazione di Eurione”, uno schema di puntini gialli creato per evitare la contraffazione della moneta. E per lo stesso motivo, i puntini gialli sono presenti anche nelle pagine che stampiamo con periferiche presenti nelle nostre abitazioni.

Cosa fare per difendersi dai puntini gialli

L’Electronic Frontier Foundation (Eff) è una delle associazioni più attive contro la violazione del diritto alla privacy e ha creato una lista con tutte le stampanti che lasciano la “loro firma” sui documenti stampanti. L’organizzazione ha messo a disposizione anche uno strumento per capire cosa rivelano i puntini gialli, in modo da capire immediatamente se un documento è contraffatto.

Alcuni ricercatori, invece, hanno creato un tool che protegge i documenti riservati. In pratica il programma converte il testo in bianco e nero in modo che i puntini gialli spariscono dalle pagine e per le agenzie di spionaggio diventa impossibile riuscire a ricostruire l’identità del mittente. La soluzione non è sicura al 100% ma potrebbe complicare e rallentare le indagini di agenzie come l’NSA.

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