Libero
SCIENZA

Il lander Peregrine ritornerà sulla Terra "bruciando": l'atterraggio sulla Luna non è possibile

Il lander privato Peregrine, spedito sulla Luna, sta facendo marcia indietro: la sua missione è fallita, e probabilmente ritornerà sulla Terra "bruciando".

La corsa alla Luna è ricominciata, ma questa volta è guidata dalle compagnie private, che ormai da anni si preparano a conquistare lo spazio: la prima missione, tuttavia, non si è rivelata affatto un successo. Si tratta del lancio del lander Peregrine, che sarebbe dovuto atterrare dolcemente sul nostro satellite, e che invece sta tornando verso la Terra – dove probabilmente rientrerà “bruciando”. Scopriamo che succede.

Il fallimento del lander Peregrine

Il 2024 è iniziato con un’impresa che avrebbe dovuto essere memorabile, e che tuttavia ha segnato il primo fallimento dell’anno. Lo scorso 8 gennaio, infatti, l’azienda Astrobotic Technology ha lanciato nello spazio il suo lander Peregrine, il primo veicolo privato ad affrontare l’impervio viaggio verso la Luna. Purtroppo, non tutto è andato come previsto: il lancio, avvenuto a bordo del razzo Vulcan della United Launch Alliance presso la stazione spaziale di Cape Canaveral (Florida), non ha presentato alcun problema.

Il lander avrebbe dovuto compiere un viaggio di 46 giorni, entrando in orbita attorno alla Luna, per poi atterrare sulla sua superficie il prossimo 26 febbraio. Ma già nelle ore successive al lancio, la Astrobotic ha rilevato delle anomalie. In un primo momento, gli esperti hanno provato a correggere l’orientamento dei pannelli solari, tuttavia il problema è risultato essere una grave perdita di propellente. Essendo venuto meno l’obiettivo primario, ovvero l’allunaggio, si è tentato quantomeno di portare Peregrine in orbita attorno alla Luna. Ma il lander sembra aver modificato leggermente la propria rotta.

Che cosa significa questo? Secondo gli esperti di Astrobotic, il veicolo non sta più seguendo la traiettoria originaria e sarebbe di nuovo diretto verso la Terra. La perdita di propellente, nel frattempo, è diminuita a causa di una minor pressione all’interno dei serbatoi: tuttavia è ancora presente, quindi è probabile che il lander inizierà a “bruciare” non appena entrerà in contatto con l’atmosfera terrestre. Dopo aver consultato la NASA, l’azienda ha deciso di lasciare che Peregrine insegua il suo destino. Si dissolverà quindi in una scia luminosa, per evitare di lasciare detriti nello spazio cislunare (cosa che potrebbe ostacolare future missioni). Il rientro è previsto per il 18 gennaio.

La “nuova” corsa alla Luna

La missione Peregrine di Astrobotic Technology segna l’inizio di una nuova era, caratterizzata da una corsa alla Luna che, a differenza di quella degli anni ’60 e ’70, sarà portata avanti da compagnie private. La NASA ha infatti intrapreso un nuovo progetto chiamato CLPS (Commercial Lunar Payload Services), un’iniziativa ambiziosa che prevede la collaborazione di società commerciali. L’idea è di usufruire delle tecnologie sviluppate da aziende private per inviare sulla Luna strumenti, lander e rover necessari a proseguire gli studi sul nostro satellite.

La missione Peregrine avrebbe dovuto essere solo la prima di numerose altre previste per i prossimi anni: il suo fallimento ritarderà la corsa alla Luna, ma non l’arresterà. Per il momento, infatti, la NASA ha deciso di rinviare quella che doveva essere la mossa successiva, ovvero il lancio della missione con equipaggio Artemis II, prevista originariamente per settembre. L’obiettivo di riportare l’uomo sulla Luna, cosa che non avviene da oltre 50 anni, slitta così al 2025 per motivi di sicurezza. Ma il futuro ci riserverà ancora grandissime sorprese, su questo fronte.