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Marte nascondeva qualcosa sotto la superficie: ecco cosa hanno trovato

Su Marte c'è stata davvero acqua? A questa annosa domanda si potrà forse rispondere con le ultime scoperte della Cina sul pianeta rosso

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Le possibili inondazioni su Marte Fonte foto: 123RF

Quando si parla del pianeta Marte, spesso ci si sofferma quasi esclusivamente sulla sua superficie dall’inconfondibile colore rosso. In realtà anche il suo sottosuolo è affascinante come non mai, soprattutto se si tiene conto delle ultime informazioni raccolte da alcuni studiosi cinesi. Finalmente potrebbe esserci la risposta giusta a una delle domande più annose.

C’è o c’è stata acqua in questa parte dell’universo? Non sono soltanto i suoni che stanno guidando gli scienziati, anche quello che si trova al di sotto dell’inconfondibile deserto è utile come non mai. Il merito è stato tutto del radar del rover Zhurong che è stato appunto progettato dall’ex impero celeste e che ha scoperto qualcosa di sensazionale.

Scendendo fino a diverse centinaia di metri, si possono trovare le tracce inconfondibili di due inondazioni che testimoniano un passato ben preciso per quel che riguarda Marte. Le tracce in questione sono state individuate a Utopia Planitia, la zona pianeggiante ed uniforme che si trova nell’emisfero Nord del pianeta. L’alternativa alle inondazioni, sempre secondo i ricercatori asiatici, sarebbe quella di un vasto oceano ormai scomparso del tutto. Come si è capito che l’acqua era parte integrante di Marte? Alcune rocce non lascerebbero spazio a dubbi, visto che sarebbero state plasmate a dovere da un liquido oppure dal ghiaccio. Ma non c’è soltanto questo dettaglio a fare la differenza.

I minerali presenti su Marte

Anche i sedimenti che si sono depositati e alcuni minerali specifici hanno fatto brillare gli occhi degli scienziati cinesi, secondo cui i ghiacci di Marte si sarebbero sciolti moltissimo tempo fa prima di diventare acqua vera e propria. A rendere questa analisi più difficile ci pensano gli strati di lava che potrebbero nascondere proprio l’azione delle acque. D’altronde il pianeta è costantemente avvolto da un alone di mistero e queste possibili inondazioni non fanno che aggiungere altro fascino. Il rover cinese potrebbe finalmente chiarire molti dubbi e per il momento ci sta riuscendo grazie a un funzionamento molto particolare.

Come funziona il rover cinese su Marte

Zhurong sfrutta le onde a bassa frequenza mentre compie il proprio percorso sulla superficie di Marte, un tragitto che non è mai comunque lunghissimo (circa un chilometro per la precisione). Le inondazioni a cui hanno fatto riferimento i ricercatori avrebbero una datazione ben precisa e molto lontana nel tempo. Si sta parlando della bellezza di 3 miliardi di anni fa, quando il pianeta era decisamente diverso rispetto a quello attuale: dopo il primo episodio, un altro molto simile dovrebbe essere avvenuto 1,4 miliardi di anni dopo, in corrispondenza con una più intensa attività glaciale.

Vale la pena ricordare, però, che il radar a cui si è fatto riferimento non è infallibile. In effetti, gli stessi scienziati hanno ricordato come il dispositivo non sia in grado di rilevare la composizione chimica esatta dei materiali con cui ha a che fare. La probabilità che ci fosse acqua su Marte rimane molto alta, ma pur sempre una probabilità. Maggiori certezze si potranno avere soltanto nel caso della scoperta ufficiale di laghi o fiumi sotto il suolo del pianeta, qualcosa che gli astronomi e gli appassionati si attendono avvenga il più presto possibile.

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