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Oppo e OnePlus, divieto di vendita in Germania Fonte foto: Shutterstock/Framesira
TECH NEWS

Maxi accordo tra Huawei e Oppo: cosa cambia per USA e UE

Le due aziende cinesi si alleano, ma con i divieti imposti a Huawei dal governo USA cosa accadrà a Oppo?

Annunciato un accordo tra colossi cinesi del mondo mobile: Huawei e Oppo. Le due aziende, come si legge nel comunicato stampa hanno "siglato un accordo di concessione reciproca di licenze". In poche parole, Oppo potrà utilizzare sui propri device i tanti brevetti che Huawei ha sviluppato in questi anni e che mai sono approdati in USA ed Europa, dopo che la prima è entrata nella lista nera del governo americano come azienda "pericolosa per la sicurezza nazionale".

Non è certo facile vedere due aziende cinesi che si alleano, soprattutto a questi livelli. Quello che sembra è che Oppo stia tendendo una mano a Huawei, che ormai è forte difficoltà dopo il  ban imposto dall’Amministrazione Trump, che è ancora in vigore con quella Biden. Le ripercussioni di questa esclusione totale dal mercato americano, con imposizione alle aziende statunitensi di non instaurare rapporti commerciali con Huawei (una su tutte, Google) hanno portato il brand più potente nel mercato degli smartphone (insieme a Samsung) ad essere relegato a posizioni di mercato che non sono più sostenibili per un colosso del genere. In Europa, Huawei è praticamente sparita dai radar anche se ogni tanto propone qualche dispositivo (tablet e smartphone) con il suo sistema operativo alternativo ad Android, HarmonyOS.

Huawei si risolleva grazie a Oppo?

Oppo grazie a questo accordo può beneficiare di diversi brevetti che riguardano soprattutto il 5G, e verserà nelle casse di Huawei 2,5 dollari per ogni dispositivo che integrerà qualcuno di queste tecnologie sviluppate da Huawei. Lo stesso discorso si amplia a Vivo e OnePlus, che insieme ad Oppo, fanno parte del gruppo BBK Electronics.

I tre brand, è bene sottolineare, nell’ultimo trimestre hanno venduto, insieme, qualcosa come 50 milioni di smartphone. Anche se non tutti avranno la tecnologia Huawei al loro interno è facile intuire come il brand "bannato" possa ottenere una bella boccata d’ossigeno per i propri conti.

Non a caso Il fondatore di Huawei, Ren Zhengfei, tempo fa in un discorso ai propri dirigenti (privato ma poi trapelato in pubblico) aveva dichiarato: "Avevamo un ideale per la globalizzazione che dovrebbe servire tutta l’umanità. Qual è il nostro ideale oggi? Sopravvivenza!".

E la sopravvivenza passa dal denaro fresco in arrivo da questo accordo anche se ormai il brand è quasi totalmente sparito dall’Europa come dimostrano le chiusure di alcuni uffici di rappresentanza sparsi nel Vecchio Continente.

Huawei-Oppo: che faranno gli Stati Uniti?

Al momento i marchi di BBK Electronics, non sono banditi dagli Stati Uniti, e quindi tutte le aziende americane possono intrattenere rapporto commerciali con loro, ma in pratica in USA si vendono solo gli smartphone OnePlus (e neanche tanti). Anche in Europa, al momento, gli smartphone del gruppo arrivano con Android installato e con i SoC di Qualcomm.

Ora è da capire se questo nuovo accordo con Huawei non faccia alzare le antenne all’Amministrazione Biden, visto che come sembra, i nuovi Oppo, Vivo e OnePlus si doteranno di diverse tecnologie Huawei, compreso il famigerato 5G "spione" che metterebbe a repentaglio la sicurezza nazionale.

Adler Feng, Responsabile capo della proprietà intellettuale di Oppo dichiara che "è un accordo vantaggioso per entrambe le parti". Ma è da capire se ci saranno ripercussioni politiche in USA e in Europa. Qalora dovessero essercene, infatti, l’accordo da vantaggioso potrebbe diventare "doloroso per entrambe le parti".

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