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Le mezze stagioni non esistono più davvero, il nuovo studio Fonte foto: 123RF - rangizzz
SCIENZA

Non ci sono più le mezze stagioni: il detto popolare diventa realtà

Entro la fine del secolo avremo estati lunghe quasi sei mesi e appena due mesi d'inverno: ecco come il riscaldamento globale sta alterando le stagioni

Le stagioni stanno cambiando: lo sanno bene gli agricoltori, che vedono di anno in anno variare periodi di fioritura e raccolto, ma gli effetti sono sempre più evidenti anche ben lontani dalle campagne.

Nell’emisfero nord del pianeta, gli inverni sono sempre più brevi, mentre le estati si stanno allungando considerevolmente: secondo una ricerca appena pubblicata su Geophysical Research Letters, entro la fine del secolo potremmo arrivare ad avere inverni della durata di appena due mesi.

Come cambiano le stagioni

“Una serie di fenomeni, come la fioritura precoce di alcune piante e la migrazione anticipata degli uccelli, sembrano suggerire che le tradizionali quattro stagioni siano cambiate" si legge nelle prime righe della ricerca.

Per comprendere se il cambiamento climatico in atto stia davvero avendo degli effetti sulla durata delle stagioni, un team di ricercatori dell’Accademia Cinese delle Scienze Meteorologiche ha deciso di analizzare nel dettaglio i dati climatici giornalieri del periodo tra il 1952 e il 2011, verificando l’effettiva durata delle stagioni nel corso degli anni e formulando delle previsioni su come queste si presenteranno nel 2100.

Si considera l’inizio dell’estate il momento in cui le temperature registrate sono più alte della norma del 25%, mentre per l’inverno si prende come riferimento il momento in cui queste calano della stessa percentuale rispetto alla media.

Nei quasi sessant’anni presi in esame, è risultato che la durata delle stagioni è realmente cambiata, e non di poco: mentre l’estate è passata da 78 a 95 giorni, la stagione invernale si va riducendo dai 76 giorni d’inverno del 1952 ai 73 registrati nel 2011.

Anche le proverbiali mezze stagioni si accorciano: la primavera scende da 124 a 115 giorni, mentre l’autunno passa da 87 a soli 82 giorni di durata. Primavera ed estate iniziano prima rispetto a cinquant’anni fa, mentre autunno e inverno arrivano più tardi.

L’area del Mediterraneo e la regione del Tibet sono quelle in cui sono stati registrati i cambiamenti più grandi, nell’alternarsi dei cicli stagionali: “Le estati stanno diventando più lunghe e più calde, gli inverni più brevi e più caldi a causa del riscaldamento globale" spiega Yuping Guan, tra gli autori dello studio.

Nel 2100 l’estate durerà sei mesi

“Tali cambiamenti nella durata e nello sviluppo delle stagioni possono essere attribuiti in gran parte al riscaldamento da gas serra" si legge nella ricerca. L’aumento delle temperature medie globali, con le note drammatiche conseguenze che stanno già modificando l’aspetto di importanti parti del pianeta, ha un effetto anche sulla durata delle stagioni.

I dati del nuovo studio sembrano confermare i timori mostrati dalla comunità scientifica internazionale nel corso degli ultimi anni: il riscaldamento globale è l’emergenza del millennio, ce lo dicono ormai da anni. E gli effetti sono già qui. “Anche se il processo di riscaldamento globale non accelera" si legge nello studio “i cambiamenti nelle stagioni saranno comunque esacerbati in futuro".

“Considerando uno scenario immutato, entro il 2100 l’estate durerà quasi per metà dell’anno" continua la ricerca “ma l’inverno durerà meno di due mesi".

Secondo gli scienziati, i cambiamenti registrati in tutto l’emisfero nord del pianeta condurranno, in un futuro molto prossimo, a uno scenario fatto di “cicli agricoli e ritmi biologici alterati, ondate di calore sempre più frequenti, tempeste e incendi". “Questo sfasamento delle stagioni può portare a eventi meteorologici sempre più gravi" conclude Congwen Zhu dell’Accademia cinese.

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