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Nel Pacifico c'è così tanta spazzatura da diventare un habitat Fonte foto: iStock
SCIENZA

Nell'Oceano Pacifico c'è talmente tanta spazzatura che è diventata un habitat per gli animali

Specie animali costiere sono state trovate in un vortice di plastica tra la California e le Hawaii: ora gli animali hanno creato un habitat sulla spazzatura negli oceani

Che i nostri oceani siano inquinati non è cosa nuova. Ci sono tonnellate e tonnellate di spazzatura che galleggiano vicino e lontano dalle coste, ma ci sono anche resti di disastri naturali come lo tsunami di Fukushima. Si prevede che entro il 2050 saranno prodotte 25milioni di tonnellate di spazzatura in plastica, che finiranno spesso e volentieri negli oceani. L’uomo sta tentando di mettere una pezza ai danni che ha creato con alcune tecnologie innovative.

Non sappiamo se saranno sufficienti, ma sappiamo che l’ecosistema è stato segnato a fuoco da questo fenomeno. Tanto che le isole galleggianti di spazzatura nell’Oceano Pacifico sono diventate l’habitat di alcune specie animali.

Gli animali che vivono tra la spazzatura

L’area dove sono stati trovati animali è conosciuta come Pacific Trash Vortex, il Vortice di Spazzatura del Pacifico. È una zona non costiera, ma nell’oceano aperto. E forme di vita animale sono state trovate su questi resti di plastica.

E per di più si tratta di specie costiere, che quindi si ritrovano a vivere a centinaia di chilometri dai loro habitat naturali, in una zona dell’oceano aperto tra la California e le Hawaii. Si tratta di vegetali e di anemoni, insetti marini, molluschi e granchi, e sono stati trovati sul 90% dei rifiuti di plastica di almeno 5 centimetri raccolti durante un’esplorazione.

Come sappiamo, la plastica è difficile da smaltire o riciclare, e quindi nell’Oceano Pacifico ha creato un vero e proprio habitat che è nato per restare. E con lui tutte le conseguenze negative sull’ecosistema, sui mari e sulle specie animali.

Quello del Pacifico non è l’unico ammasso vorticante di spazzatura, ce ne sono almeno altri quattro. Quello tra la California e le Hawaii però è il più grande, con 79mila tonnellate di plastica galleggiante in 1,6 chilometri quadrati.

Gli animali invasivi

Oltre alla preoccupazione per le condizioni in cui sono costretti a vivere animali e piante, c’è il rischio del proliferare di specie invasive, per cui gli scienziati sono molto preoccupati.

La plastica infatti potrebbe essere un vettore che trasporta specie invasive verso le coste: si tratta di animali o vegetali che non dovrebbero essere lì, che distruggono l’ecosistema e che consumano troppe risorse. Proprio per analizzare questo fenomeno era partito lo studio che ha portato alla scoperta di animali sui vortici di spazzatura.

Molti di questi organismi invasivi erano stati portati a riva dallo tsunami che aveva devastato la città giapponese di Fukishima nel 2011.

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